Senza avere avuto nemmeno il tempo di dormire, ha preso l’aereo da Malta ed è volato a Roma, poi è sbarcato a Perugia, ha firmato il contratto e via, subito in campo per il primo allenamento. Al termine del quale il primo pensiero di Giovanni Tedesco è stato per Perugia, la “sua” città di 23 anni prima, gli amici veri che ha lasciato.
Sensazioni ambivalenti, camminando sopra una nuvoletta per la felicità di poter finalmente tornare a casa entrando dalla porta principale, addirittura coronando un sogno iniziato tanti anni fa, subito dopo avere appeso le scarpette al chiodo. “Ma il pensiero – ha confidato Giovanni ai tifosi – è anche al fatto che tornando mi sono accorto che mi manca un pezzo. Mi mancano gli amici che non ci sono più. Ovviamente sapevo che tornando non avrei ritrovato Mimmo Pucciarini, Mimmi Mazzetti, Carlo Giulietti, Alberto Tomassini. Ma nonostante questo dentro di me aspettavo che tra i tanti corsi ad abbracciarmi, a celebrare questa grande gioia insieme a me ci fossero pure loro… Ho però ritrovato Renzo Luchini, rivederlo è una bellissima sensazione”.
E’ il cuore biancorosso che batte a distanza di 23 anni dal giorno in cui comprò una pagina di giornale per salutare la Nord e passare a malincuore al Genoa, dopo avere vanamente implorato Luciano Gaucci di non cederlo. Quel cuore non si è mai fermato e ha sempre battuto per Perugia anche nei primi passi da tecnico a Foligno, poi nella sua Palermo, in Arabia, nei lunghi anni di Malta. Il cuore da capitano che ha preso in mano il Perugia per guidarlo in acque meno agitate di quelle attuali e potrà farlo avendo spalle solide, rappresentate da Riccardo Gaucci e Walter Novellino. Tedesco giovedì alle 12 sarà presentato come nuovo allenatore del Grifo, intanto ha allenato e iniziato a conoscere il gruppo biancorosso, approcciando con il suo modo di fare discreto lo spogliatoio, deciso a guidare e nello stesso tempo a rispettare e farsi rispettare.
Sul campo il primo aspetto da cambiare sarà l’atteggiamento della squadra, soprattutto quello nella fase di non possesso, a dir poco deficitario. Con l’aiuto di Gaucci jr e Monzon che hanno visto tutte le partite dal vivo farà presto a capire come schierare la squadra in campo, sicuramente con la difesa a quattro e poi in base alle caratteristiche, ma con l’idea chiara che le partite vanno vinte e per vincere bisogna attaccare e concludere. Quindi probabilmente con due attaccanti insieme, a comunque una nutrita batteria offensiva, magari con il 4-4-2 che diventa 4-2-4 tanto caro a Novellino oppure il 4-2-3-1 che lui ha sempre adottato a Malta.
Al di là del modulo serve dare l’anima per vincere, correre senza palla, buttarsi nel fuoco per il compagno come facevano i grifoni di quel gruppo magico tanti anni fa. Cose ovvie e scontate, basilari ma non per l’attuale Perugia, stando a questo avvio di campionato da prendere, accartocciare e buttare nella spazzatura. Possibilmente ricominciando da zero.



Giovanni Tedesco, che emozione , ti ho” amato, sportivamente ” 😊😊💪🏽💪🏽 in bocca al lupo 🍀 e sveglia sti torsoni… 😏😊 in perugino 😜
Che GRANDE PERSONA È GRAN GIOCATORE UN ESEMPIO
🤍Bentornato CAPITANO!!!❤️
Grande capitano 🇦🇹
Che giocatore che era…🤍❤️ FORZA GRIFO 🤍❤️