Il presidente della Serie C, Matteo Marani, a margine del Consiglio Federale tenutosi lunedì mattina a Roma ha fatto il punto della situazione: “Il clima era sereno, adesso si tratta di costruire un percorso che metta insieme tutti. Noi come Serie C abbiamo dato ampia disponibilità, siamo sempre stati una lega molto innovativa e siamo aperti a ogni posizione. Il punto centrale è quello di dare ancora più forza alle peculiarità che ogni lega del sistema calcio ha. Francamente credo sia errato parlare di pesi, percentuali e numero di consiglieri”.
“Per sua natura siamo la lega dei giovani, siamo il campionato che fa giocare più ragazzi e abbiamo il 90% di italiani. La nostra riforma, disegnata da Gianfranco Zola, deve essere accompagnata e aiutata. Chi si vuole fare promotore di un movimento deve guardare ai giovani e a quello che stiamo facendo in Serie C. Siamo l’unica lega che non sta creando debito nuovo. C’è, da parte nostra, grande attenzione ai costi, ci presentiamo con massima voglia di costruzione cercando di veder valorizzato il nostro impegno”.



Per noi ce vole la “lega dei poracci”….
La riforma più importante da fare sarebbe quella in primo luogo di tornare a una C1 con due gironi di massimo 20 squadre ciascuna con 4 promozioni, due dirette, una come spareggio tra le seconde dei gironi, e la terza alla vincente della coppa lega pro – per dare un senso alla manifestazione. Infine di spostare tutte le seconde squadre in un loro campionato a parte. Ora sono 3, ma con una decina già si potrebbe fare. Questa riforma da sola darebbe senso alla lega pro, attualmente un minestrone ed ultimo gradino dei campionati professionistici senza filtro con i dilettanti