A pochi giorni di distanza dalla conferenza stampa in cui Javier Faroni si è ufficialmente presentato come nuovo presidente del Perugia, Roberto Damaschi, ex patron del club biancorosso, ha espresso il suo punto di vista sul passaggio societario attraverso un’intervista rilasciata a Il Messaggero. Damaschi ha riflettuto sul ciclo di Santopadre alla guida del Grifo e sul futuro del club con Faroni.
Il giudizio di Damaschi su Santopadre è equilibrato, se da un lato riconosce la conclusione naturale del ciclo, dall’altro difende l’operato dell’ex presidente: “Nel giudizio sono condizionato dal rapporto che ho con lui, ma voglio spezzare una lancia in suo favore. Ha preso una società con un piede e mezzo in Lega Pro, l’ha mantenuta 12 anni soprattutto in Serie B e l’ha consegnata in Serie C non piena di debiti“. “Non è stato uno dei migliori presidenti del Perugia, ma neanche tra i peggiori, come ora si dice in giro” – ha aggiunto Damaschi. “Nel finale tanti falsi amici lo hanno abbandonato e ne esce male oltre i demeriti. Il suo modo di fare un calcio prettamente personalistico e senza empatia con la piazza però lo ha penalizzato”. E ancora: “Penso che Massimiliano per diversi motivi non ne potesse più, sia dal punto di vista sportivo che umano. Questo gruppo probabilmente è l’unico andato fino in fondo. Però non credo che l’avventura nel calcio di Santopadre sia finita”.
La svolta decisiva in negativo, secondo Damaschi, è avvenuta dopo il Covid, momento in cui il progetto sportivo di Santopadre ha cominciato a sfaldarsi: “Non avrei mai pensato che chiamasse Cosmi né che puntasse su Castori. Con Castori vedono il calcio in modo diametralmente opposto. La promozione con Caserta e l’anno di Alvini hanno avuto una componente di fortuna, sulla quale gli va dato merito di avere sempre puntato. L’ultima stagione la considero un’appendice di cui avrebbe fatto volentieri a meno”.
Ed eccoci a Faroni: “Mi sembra un personaggio sobrio e per me ha già guadagnato qualche punto. Credo che la piazza si aspettasse una presentazione più passionale, ma Faroni ha optato per la soluzione migliore. Difronte alla nuova società mi pongo come agnostico. Non ho alcun elemento per pensare male di questo gruppo, ma non sono da facili entusiasmi“. “Quali passi deve fare Faroni? Guardare al mercato degli svincolati. Mi aspetterei anche qualche risoluzione di contratto, qualcuno di lungo corso che non crea un bel clima. Su Formisano farei delle riflessioni. È giovane e ha lavorato in una situazione complessa. Lo penalizza il carattere, in pochi sopravvivono se non si fanno amare dai propri tifosi. Su Giugliarelli punterei a occhi chiusi, ha dimostrato di sapersi muovere bene”.
Alla domanda su che tipo di stagione bisogna aspettarsi, Damaschi ha risposto così: “Di transizione. La squadra non è da vertice e il fattore infortuni pesa già“. Domenica la nuova proprietà debutterà al Curi contro il Gubbio in un clima di rinnovato entusiasmo: “I tifosi in questo momento avrebbero sostenuto chiunque avesse preso il posto di Santopadre. Prima di criticare concediamo a Faroni una stagione se non commette grandi errori. Con il Monteriggioni presi una bordata di fischi alla quarta di campionato, poi vincendo portai tutti dalla mia parte. Nel rapporto con la piazza i risultati fanno la differenza”.
Infine, Roberto Damaschi ha rivolto un augurio a Javier Faroni, invitandolo a migliorare la media punti che lui stesso aveva ottenuto durante la sua esperienza a Perugia: “Gli auguro di fare la mia media punti (2,12), anzi migliorarla.“



Tu sei il primo.
Una media punti quella di Damaschi, fatta in serie D e serie C2, tanti Perugini lo osannano manco fosse stato Dattoma. Molti hanno ritenuto Santopadre paragonabile a Covarelli, che ha fatto solo disastri sportivi ed economici facendoci fallire. Santopadre ha fatto molti errori ma ha comunque fatto anche cose buone, non sono molti i presidenti che hanno tenuto il Perugia in B in medio alta classifica per 7 anni e 9 anni complessivi di B
Era una personcina amata da tutti
Grazie delle belle parole Roberto. Purtroppo Massimiliano è stato lasciato solo anche dai cosiddetti tifosi (tranne alcuni)
BISOGNA PUR RICORDARE LE FIGURE MESCHINE E IGNOBILI CHE HA FATTO LA PRIMA CON BREDA CACCIATO PER AVER RAGGIUNTO II DIRITTO DI GIOCARSI UNA PROMOZIONE CON COMOTTO COMPORTAMENTO VERGOGNOSO FORSE NON SE LO RICORDA?
La capienza dello stadio sarà fondamentale. Se non si ripristinerà urgentemente la gradinata non si possono fare incassi importanti e tifo caldo.
Su Faroni bisogna solo aver fiducia.
Chi dice di fare l’anno di transizione dopo 3 giornate mi pare un minimalista pessimista. C’è il tempo per salire quest’anno se c’è la volontà.
…. strano che sia rimasto solo. Eppure c’aveva ottimi rapporti con tutt, l’ambiente, i fornitori, i calciatori, gli allenatori…
Non credo che Faroni voglia fare una stagione transitoria , i campionati si provano a vincere da subito
Mo che vole questo??? Da dove è rispuntato???