Sono in pochi a saperlo ma pare proprio che per 48 ore, tra il 20 e il 22 ottobre 2025, Alfonso Greco sia stato in ballottaggio con Giovanni Tedesco per rilevare Piero Braglia che si era appena dimesso dalla guida tecnica del Perugia. L’attuale allenatore della Torres che venerdì sbarcherà al Curi per affrontare il Perugia di Tedesco in una sfida importantissima e al sapore di spareggio per la permanenza tra i professionisti, era considerato un possibile ideale allenatore in grado di portare la squadra biancorossa fuori dalle secche di allora, a dir poco drammatiche: 3 punti nelle prime 10 partite, frutto di 3 pareggi e 7 sconfitte.
L’intervento sul baratro
Una situazione incredibilmente negativa, talmente pesante che molto difficilmente è da considerarsi recuperabile nel calcio professionistico, dove i valori sono livellati al punto che nessuno può permettersi di regalare 10 partite di vantaggio alla concorrenza. Evidente che i problemi (caratteriali, tecnici, ambientali) in certe situazioni sono grandi come montagne, difficilmente risolvibili. Basta pensare che alla decima giornata il Perugia aveva 3 punti e la Sambenedettese – per dirne una – ne contava già 16, per comprendere l’enormità dell’impresa che sta effettuando il Perugia di Giovanni Tedesco (che per la cronaca ora ha 3 punti più della Samb).
Un ballottaggio di 48 ore
Ma torniamo a noi, al ballottaggio Tedesco-Greco, che tra l’altro hanno in comune anche l’esperienza sulle panchine di squadre maltesi. In quelle ore a Perugia non stava maturando solo il cambio in panchina. In quelle ore negli uffici del Direttore Generale Hernan Garcia Borras a Pian di Massiano transitavano e restavano per ore e ore a discutere e pianificare anche Riccardo Gaucci e Walter Novellino, chiamati al capezzale del Grifo per trovare la soluzione giusta al dramma sportivo che si stava consumando. Gaucci e Novellino avrebbero avuto i ruoli di consulenti, anche se nei fatti entrambi hanno preso saldamente in mano la conduzione dell’area tecnica del Perugia.
E dopo una breve riflessione hanno deciso di affidare la squadra a Giovanni Tedesco, il capitano di mille battaglie ai livelli più grandi, amatissimo dalla tifoseria. Una scelta che sta pagando: con Tedesco – capace di dare una identità e uno spirito combattivo al gruppo, rinforzato dal mercato ma non in grado per problemi di condizione di sfruttare subito il valore dei nuovi – il Perugia ha intrapreso un cammino irto di difficoltà e di ostacoli ma anche di riscatti e grandi soddisfazioni (non ultimo il pareggio ottenuto domenica sul campo della capolista in seguito a due vittorie), al punto da arrivare a giocarsi la salvezza a sei giornate dalla fine con la concreta prospettiva di evitare i playout e di acchiappare la salvezza diretta, a patto di non abbassare la guardia e dare l’anima nelle sfide che seguiranno.
Al capezzale della Torres
Quanto a Greco, che un anno fa aveva condotto la Torres a sfiorare l’impresa della promozione in B, l’attesa di una panchina sarebbe durata ancora per poco. Il 10 novembre 2025 è stato infatti richiamato sulla panchina dei sardi, a loro volta in gravi difficoltà di classifica. E ha ri-debuttato in Sardegna proprio contro il Perugia di Tedesco pareggiando 1-1 il 15 novembre scorso (rete di Starita e autorete di Brentan ad anticipare Bacchin). Da allora ad oggi Greco, alla guida di una Torres molto vicina a quella della passata stagione, ha messo insieme 23 punti in 18 partite, con la bellezza di 11 pareggi, appena 3 sconfitte e però anche appena 4 vittorie, 22 gol segnati e 23 subiti, alla media di 1,27 punti a partita, che in proiezione sarebbero 48. Un anno fa, per dire, avrebbe chiuso al decimo posto nei playoff.
La sfida nella sfida
Per la cronaca Tedesco nel Perugia (e a partire dalla situazione iniziale apocalittica sopra descritta) ha messo insieme 28 punti in 21 partite, con 7 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte, 25 gol segnati e 21 subiti, alla media di 1,33 a partita che in proiezione porterebbe 51 punti. Un anno fa avrebbe chiuso al nono posto, ancora più in alto nei playoff. Quella di venerdì tra Perugia e Torres sarà una sorta di finale, una autentica partita per la sopravvivenza. Ma vivrà anche una sfida nella sfida tra il tecnico che ha preso in mano le redini del Perugia e quello che avrebbe potuto prenderle.
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