Il Perugia è desaparecido, almeno per ora, almeno in apparenza. Sul campo la squadra attraverso un momento di grande delicatezza, capace di vittorie roboanti e però anche di sconfitte cocenti, complessivamente una partenza deludente nonostante le evidenti difficoltà di carattere extracalcistico che propone la stagione e nonostante le ambizioni non possano che essere giocoforza ridimensionate. Almeno per ora.
Fuori dal campo il post-closing propone una società in altre faccende affaccendata rispetto al progetto tecnico appena ereditato, la priorità annunciata è la necessità di rimettere in sesto le strutture, l’organizzazione e i conti del club e intanto si palesano evidenti mancanze soprattutto a livello comunicativo e mediatico. Si paga sicuramente lo scotto delle differenze culturali, linguistiche, di approccio alla materia calcistica e in particolare al calcio italiano. Per dare la giusta importanza alle carenze strutturali ricevute in eredità, si sottovaluta probabilmente la rilevanza dell’ambiente e del consenso che possono portare solo gli investimenti e le vittorie, un vento favorevole che a Perugia può trascinare e che invece così si rischia di dissolvere insieme a larga parte del credito quasi illimitato e ancora tutto da meritare per il solo fatto di essere sbarcati a Pian di Massiano nel momento del bisogno.
Si sa, quando c’è un vuoto comunicativo è facilissimo che a prendere piede siano le illazioni e persino le ricostruzioni “fai da te” dei social dovute a informazioni rimediate in rete, spesso parziali e fuorvianti. Dalla società trapela – anche solo a livello informale – una reazione contrariata e una secca smentita alle voci sul Dg Borras relative ai tempi della sua esperienza al Guadalajara. Pare che mentre il Perugia cadeva in casa contro l’Entella, il presidente Faroni e Triulzi, agente Fifa senza ruolo nel club (ma si è presentato a Marani ed è il deus ex machina del prossimo progetto sportivo), si trovavano in Argentina a cercare giocatori in vista del mercato di gennaio. Non considerando la necessità di rassicurare i tifosi, di pianificare pubblicamente dopo un’altra sconfitta, di spiegare la convinzione che vige nella proprietà – ad esempio – di non avere fornito ancora a Formisano gli strumenti tecnici per essere giudicato compiutamente, fatto che avrebbe un peso più rilevante rispetto all’esistenza di un contratto triennale economicamente modesto (Tesser, tanto per fare un nome non a caso, guadagna quasi dieci volte tanto).
La nuova società – spiegano a Pian di Massiano – ad appena 28 giorni dall’insediamento sta dunque facendo a tutti gli effetti “scuola guida”. Fino a quando, non è dato sapere. E se Faroni viene descritto come molto restio ad apparire e a parlare in pubblico nonostante la buona impressione della sua presentazione, di sicuro i nuovi plenipotenziari del Perugia dovranno comprendere in fretta come e dove intervenire, sia all’esterno dove è necessario comunicare quasi quotidianamente, sia all’interno dove la squadra pare proprio non avere ricevuto la spinta psicologica che porta un presumibile progetto ambizioso. Squadra, ad esempio, da rassicurare sulla gestione dell’eventuale arrivo di giocatori argentini a gennaio alla luce della Lista Over completa. E in questo senso, si dovrà risolvere l’equivoco del ruolo del direttore sportivo Giugliarelli, perugino che ben conosce ambiente, persone e situazioni, uomo di calcio che, una volta investito di pieni poteri come dovrebbe essere dopo la conferma, avrebbe potuto essere lui ad intervenire e spiegare. Così non è stato e le domande senza risposta si moltiplicano.



Tranquilli che sabato facciamo resuscitare anche l’Ascoli….
Ma davvero qualcuno aspettava che dalle macerie lasciate da Santopadre questi in 28 giorni riuscissero a portare la squadra al primo posto? Dategli il tempo di operare senza tirare in mezzo sciocchezze degne del più becero pronvincialismo
A questi del Perugia calcio,dei tifosi,della città,non frega un emerito cxxxx.attendo di essere smentito con i fatti.il Ds e l allenatore li hanno trovati e già pagati…chi glielo fa fare di cambiarli,e poi,nessuno di questa presunta società che parla della situazione non certo rosea di squadra e classifica.
ma che devono dire… lla rosa e’ quella che e’ con varie lacune dal portiere al centrocampo e aggravate dagli infortuni specialmente sul reparto difensivo. l’allenatore e’ uno come tanti in categoria non mette e non leva anzi spesso leva e la societa’ ha le mani legate fino al prossimo anno.
Questi comprano una squadra di calcio e il progetto sportivo non è una priorità. Fa già ridere così.
In questa fase bisognerebbe stare calmi e in attesa che maturino gli eventi e, da tifosi, dovremmo fare l’unica cosa che da un decennio non sappiamo più fare ovvero tifare e sostenere il Grifo.
Ora che faranno tutti quei fenomeni che festeggiavano la nuova società senza nemmeno avere idea su chi fossero insultando Santopadre….
Dubito che il progetto sportivo non sia una priorità….lo è senza meno. Ci vuole tempo hanno le mani bloccate su tutto e non pensavano che la squadra stentasse a livello di risultati. La cosa più preoccupante è il secondo tempo con l’Entella, poca voglia di recuperare il risultato, poca determinazione, zero reazione nervosa. Le cause possono essere diverse, Oddo lamentava una carenza di personalità, aspetto centrale durante le partite; evidentemente la presenza di tutti questi giovani non aiuta a tal riguardo, il loro capitano ha ronzato intorno all’ arbitro tutta la partita. Altra ipotesi è che credano poco al mister… Leggi il resto »
Girano strane voci su questi personaggi
Poi ste…..trasmissioni, con tutti sti..opinionisti ….non si possono più sentire……tutti espertoni……ma state a casa 🏠🏠🏠😂😂😂😂😂😂