Il nuovo direttore tecnico del Perugia, Mauro Meluso, classe 1965 e originario di Cosenza, ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nella Lazio, dove ha giocato nei primi anni ’80. Dopo gli esordi in prima squadra con i biancocelesti, la sua carriera da calciatore professionista lo ha portato in diverse squadre, tra cui Cremonese, Salernitana, Monopoli, Casarano, Messina, Fermana e Sambenedettese, per concludersi nel 1996 al Monterotondo.
La gavetta da direttore sportivo
Terminata la carriera da calciatore, Meluso ha intrapreso il percorso da direttore sportivo, iniziando dai campionati minori. Dopo esperienze con club come Foggia, Padova, Pisa e Teramo, nel 2011 è approdato al Frosinone, dove ha affinato ulteriormente le sue competenze. Successivamente, il Cosenza lo ha scelto nel 2014 per rilanciare il progetto sportivo.
Nel 2016, il grande salto al Lecce ha segnato una tappa cruciale della sua carriera. Meluso ha contribuito al ritorno dei salentini in Serie A, conquistando due promozioni consecutive. Successivamente, ha lavorato, questa volta come responsabile dell’area tecnica, nello Spezia, dove ha contribuito alla storica salvezza in Serie A dei bianconeri nel 2020-2021.
Napoli: un incarico delicato e complesso
Nel 2023, Meluso è stato chiamato da Aurelio De Laurentiis a guidare il Napoli, fresco vincitore dello scudetto. Il compito di sostituire Cristiano Giuntoli (passato alla Juventus) e mantenere la competitività del club (dopo l’addio di Spalletti) si è rivelato arduo, complicato da un cambio di allenatori che ha portato a una stagione decisamente negativa. La parentesi con Rudi Garcia, seguita da Mazzarri e Calzona, non ha soddisfatto le aspettative, culminando con un amarissimo decimo posto.
Il mercato estivo condotto da Meluso non ha portato i risultati sperati con i vari Natan, Cajuste e Lindstrom che hanno decisamente deluso le aspettative. Il ds si è trovato anche di fronte la grana Osimhen: “Nella gestione Osimhen qualcosa abbiamo sbagliato – ha detto Meluso in una recente intervista – Io sono arrivato a metà luglio a Napoli e sapevo che c’era stata un’offerta molto alta da parte di una delle più grandi squadre d’Europa. Col senno di poi siamo bravi tutti, ma forse si poteva cedere”.
Sull’annata vissuta a Napoli, Meluso aveva parlato così: “Sono stato chiamato dal presidente De Laurentiis, ero fermo da un po’ e ho accettato l’offerta con grande sorpresa ed entusiasmo. Si trattava della squadra campione d’Italia. Sono andato con grande entusiasmo. Sono molto riconoscente a De Laurentiis per avermi dato questa opportunità, abbiamo avuto un ottimo rapporto, ma per il modus operandi del club, la mia operatività è stata ridotta, ed è evidente che ci sono stati vari problemi che ci hanno portato a fare un’annata negativa“.



Sbaglierò…ma ripeto che Faroni mi ha fatto veramente una buona impressione fin dall’inizio. Sembra una brava persona, sa quello che vuole, dovrebbe essere un ottimo imprenditore e si è presentato con grande educazione, anche verso chi gli ha fatto domande piuttosto invadenti…
L’ idea che da, è che vuole costruire una grande società organizzata e solida.
Senza fare i soliti raffronti, sembra che ci sia una differenza dalla sera alla mattina tra la vecchia e la nuova società.
Grande Faroni 👏👏👏
Avanti Grifo
Gran colpo della società! Grande segnale
Finalmente vediamo assumere gente esperta in ambito dirigenziale, non i soliti esordienti. Può andare male anche così però almeno ci si prova seriamente a fare bene
Seguo l intervista, mi sembra che queste parole di averle già più volte, da altri, sentite, mi sembra, non vorrei sbagliarmi, ripeto mi sembra. Gimogrifo
Dai campioni d’Italia ad una squadra che annaspa in C! Qualcosa non mi quadra🤔
l’ultimo anno a napoli non ne ha azzeccata una.
Il problema del Napoli è il presidente
Grande Presidente…sentiamo che dice Ricci adesso…⚪️🔴💪💪