Serse Cosmi, icona del calcio italiano e del Perugia, ha debuttato a teatro con lo spettacolo “Solo Coppi temo”, portando sul palco un racconto intenso e autentico. L’auditorium di San Francesco al Prato, gremito in ogni ordine di posti, ha ospitato una serata capace di emozionare pubblico e critica. Amici, familiari, ex calciatori, giornalisti e tifosi si sono uniti per celebrare una carriera straordinaria, raccontata attraverso storie di vita, aneddoti e riflessioni profonde.
Un racconto tra calcio e vita personale
Come riportato dal Corriere dell’Umbria, lo spettacolo, diretto da Alessandro Riccini Ricci con testi scritti da Valeria De Rubeis, si è snodato lungo un’ora e mezza di narrazione intensa e mai banale. Serse Cosmi ha aperto il suo cuore al pubblico, ripercorrendo momenti cruciali della sua vita, come la perdita del padre Antonio quando aveva meno di 15 anni. Un episodio toccante è stato il ricordo della promozione della Pontevecchio in Serie D, celebrata con braccia al cielo in segno di gratitudine.
La forza dell’introspezione
Lo spettacolo ha evitato la retorica, puntando sull’autenticità e su una narrazione capace di toccare corde profonde. “La felicità è un dolore che parte dal cuore e ti prende tutto sino a strapparti la pelle” è stata una delle frasi che più ha colpito gli spettatori.
In un mix tra introspezione e leggerezza, Cosmi ha regalato al pubblico momenti di riflessione sul calcio moderno, definendolo “un gioco che senza passione muore“. Con un perfetto equilibrio tra parole e musica, lo spettacolo ha visto la partecipazione del talentuoso pianista Giovanni Guidi e di Dj Ralf, che ha creato atmosfere uniche grazie a brani come “Genius of love” e “Sinan capudan pascià”.
Un pubblico d’eccezione
La serata ha visto la partecipazione di numerosi volti noti del mondo del calcio e dello spettacolo. In platea erano presenti Marco Materazzi, Fabrizio Miccoli, Fabio Bazzani e Roberto Baronio, insieme ad altri protagonisti legati alla carriera di Cosmi, come Riccardo Gaucci e Roberto Goretti. Anche tanti giornalisti di rilievo, tra cui Gianluca Di Marzio, Enzo Bucchioni e Maurizio Compagnoni, hanno voluto applaudire l’allenatore in versione attoriale.
“Solo Coppi temo”: il significato dietro il titolo
Durante la serata, Cosmi ha rivelato il significato del titolo del suo spettacolo, che racchiude un omaggio velato a una figura simbolica del passato. “Solo Coppi temo” diventa così una metafora di una vita vissuta intensamente, tra cadute e risalite, sempre con il desiderio di mettersi in gioco.
Cosmi e il possibile ritorno in panchina
Pochi giorni prima dello spettacolo Cosmi aveva rilasciato un’intervista a Sport Week, durante la quale aveva parlato anche di un possibile ritorno in panchina: “Se mi chiamano in un contesto che valorizza i rapporti umani, torno volentieri. Sono sicuro di avere ancora competenze, forza e voglia per fare bene”.



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