Passano i giorni, si allontana la delusione di Arezzo e insieme cresce la voglia di riscattarla nel Perugia che lavora a Pian di Massiano agli ordini di Vincenzo Cangelosi e del suo staff. Che nella mattinata di mercoledì ha fatto disputare un’amichevole a porte chiuse con la Primavera. E c’è grande curiosità su come i grifoni affronteranno il prossimo avversario, il Sestri Levante atteso al Curi sabato alle ore 17,30. Il tecnico palermitano per primo nel dopogara di Arezzo ha dovuto prendere atto del fatto che il Perugia per adesso non riesce ad adottare l’atteggiamento che lui vorrebbe, a mettere in campo contro qualsiasi avversario il coraggio e la spregiudicatezza necessari per il salto di qualità auspicato. Vorrà dire che i playoff, obiettivo attuale a salvezza ormai acquisita dopo un miniciclo di 7 partite comunque finalmente di alto livello, dovranno essere raggiunti andando per gradi e giocando probabilmente nell’unico modo in cui la squadra ha dimostrato di sentirsi a suo agio.
La stessa storia del Perugia d’altro canto insegna che non sono i moduli a stabilire la volontà di offendere da parte di una squadra, ma l’atteggiamento. Il riferimento è per il 3-5-2 con cui lo zemaniano Andrea Camplone vinse il campionato di Serie C nella stagione 2013-2014. Quel Perugia, partito con il 4-3-3 ma destinato cammin facendo a trovare l’equilibrio solo con il 3-5-2, schierava con regolarità un nugolo di giocatori dalle caratteristiche offensive, partendo dalle mezzeali Moscati e Nicco, un regista tecnico come Filipe, laterali di gamba come Conti e Fabinho e attaccanti come Eusepi e Mazzeo, mentre aveva nella difesa a tre (Massoni, Scognamiglio, Comotto, talvolta Sini e Marco Rossi) il suo baluardo.
A meno di non riprovare con il 4-3-3, qualcosa di simile potrebbe ideare Cangelosi per il match da vincere e solo da vincere contro il Sestri Levante. Una difesa a tre con Amoran, Riccardi (in recupero, mercoledì mattina sarebbe tornato a lavorare in maniera differenziata, in alternativa c’è Leo) e Dell’Orco; due laterali di gamba e di spinta come Cisco a destra (Mezzoni è squalificato) e Giraudo a sinistra; due centrocampisti tra Giunti, Torrasi, Broh e Joselito più un terzo come Di Maggio, mezzala con licenza di offendere; due attaccanti come Montevago e Kanoute o Matos (o ancora Seghetti, a sua volta in recupero per sabato). Con il 3-5-2 che all’occorrenza può trasformarsi anche in 3-4-3 con Cisco avanzato nel tridente e Giunti sulla destra. Uno schieramento ideato per andare ad attaccare, a rendersi pericolosi con maggiore frequenza e alla fine a vincere, come vuole Cangelosi.



Per una volta si puoi schierare, in casa, la squadra iniziale senza Matos?
PURTROPPO quest’anno per come siamo messi è l’unico che ti può combinare qualcosa davanti. e forse l’unico che si impegna veramente lì davanti. Forza Ryder! Forza Grifo!!!
Per forza, è l’unico modulo che sta squadra de somari sa giocare
L’imperativo è solo uno fare GOL!in un modo o nell’ altro..
Cangelosi ha detto che Cisco può fare l’esterno d’attacco in un 433 o in un 343. non lo vede esterno in un 352….
si ha detto questo però ha anche aggiunto che lo metterebbe in quella posizione solo se stiamo perdendo e bisogna attaccare