C’era anche Piefrancesco Battistini nella splendida giornata dei 120 anni del Perugia al Curi. L’allenatore della rinascita del Grifo e della risalita dalla Serie D è rimasto profondamente legato alla città e al club biancorosso. E le sue parole sono qui a dimostrarlo.
Allora mister, com’è tornare dentro il Curi con gli spalti pieni di gente? “Una figata. Bellissimo, sono già passati decenni ma quando entri qui dentro e vedi questo campo, questa panchina, questa tribuna, i ricordi fluiscono velocissimi e fortissimi”.
Ha riabbracciato Damaschi e Arcipreti, insieme formavate un trio memorabile. “Ci abbiamo messo tutti e tre del nostro meglio. Veraci, per come eravamo, Perugia ci ha accolto bene e siamo riusciti a dare tutto. Felici di fare parte di una storia incredibile. Mi guardo intorno e vedo gente di così grande livello e penso: sono onoratissimo di farne parte anche io”.
La nuova società è riuscita a compiere la sua prima impresa. “Sì, avevo il ricordo di Perugia per Sendai, dopo che avevamo vinto il campionato di Serie D, quella manifestazione fu ad esempio una delle più grandi emozioni che ho provato. E oggi ci andiamo molto vicino…”.
Quali prospettive pensa ci possano essere? “Sicuramente dovrà cercare di far meglio dell’anno passato, un campionato per molti versi deludente ma ci poteva anche stare. Il campo dimostra che il Girone B è il più competitivo della Lega Pro, quindi forse ci vorrà uno sforzo maggiore dal punto di vista organizzativo e dell’impegno perchè Perugia merita di tornare in B, dai, in B a stare stretti. Diciamo che una B importante è il minimo”.


