Mario Colautti, che il prossimo 26 agosto compirà 81 anni, ha ripercorso con nostalgia e orgoglio la stagione 1987-88, quando, sulla panchina del Perugia, portò la squadra biancorosso alla promozione dalla Serie C2 alla Serie C1, un traguardo che per molti è ancora oggi ricordato come un’impresa straordinaria.
Nonostante il campionato fosse la Serie C2, il suo successo viene ancora celebrato oggi, soprattutto per come si era costruito un gruppo di giovani talenti destinati a diventare protagonisti in Serie A e anche in Nazionale. Tra questi, spiccano i nomi di Ravanelli e Di Livio, che hanno continuato a brillare nei massimi campionati, anche con la maglia azzurra.
Colautti, intervistato dal Corriere dell’Umbria, ripensa a quella stagione con emozione, parlando di una squadra che, oltre al talento, aveva qualcosa di speciale. “Vincemmo il campionato e lanciai quelli che all’epoca erano poco più che ragazzini”, racconta. “Quella era una squadra di uomini veri, prima ancora che di ottimi giocatori. Seguivano le mie indicazioni e i miei consigli, per loro ero un punto di riferimento. Abbiamo ottenuto grandi risultati divertendoci, e penso che questa sia la prova di che tipo di gruppo fosse“, aggiunge.
Il tecnico ricorda anche come avesse intuito subito il potenziale di giovani come Ravanelli e Di Livio, che poi avrebbero fatto carriera in Nazionale e nei club più prestigiosi. “Avevo parlato con Trapattoni e gli avevo consigliato di prendere entrambi, erano giovani di grande futuro“, rivela Colautti. “Mi diede retta e non mi ero sbagliato. Noi vincemmo grazie al gruppo, anche con i Nofri, Bettinelli e Manfrin, che portavano esperienza e aiuto ai giovani”.
Il legame con il gruppo
Oggi, nonostante siano passati diversi anni da quella stagione trionfalo, Colautti conserva ancora un forte legame con quel gruppo: “Abbiamo un gruppo che chiamiamo ‘Il Perugia dei record’ e ci sentiamo ancora, è bellissimo. L’affetto che ci lega è evidente, come ho visto anche nell’ultima ricorrenza dei 120 anni dalla fondazione del club“.
Un giudizio sul calcio moderno
Oggi il calcio è cambiato profondamente, e Colautti non nasconde il suo disinteresse: “Troppi interessi, tutto ruota attorno ai soldi, sono stati persi i valori su cui si costruivano le fortune di una squadra“. “Basti pensare che oggi si gioca in luoghi assurdi, come il Mondiale per Club, e a questi ingaggi assurdi offerti da arabi che falsano il mercato”.
Tuttavia, se fosse stato un calciatore o allenatore ai giorni d’oggi, Colautti scherza: “Sì, può starne certo che avrei guadagnato molto di più. Ma credo di essere stato comunque fortunato nella mia vita di calciatore e allenatore. Non è solo questione di soldi. La vera fortuna è aver vissuto stagioni come quella con il Perugia, che resteranno sempre indimenticabili”.



grazie mister “martello” Colautti…stagione indimenticabile ❤️
Vinti
Nofri
Gori
Bia
Bettinelli
Conforto
Di Livio
Benedetti
Pagliari
Manfrin
Ravanelli
All. Mario Colautti
Freghi, questa è alta scuola, solo per grandi tifosi e per chi c’era come me 😉💪🇵🇱