Tre indizi fanno una prova: come Giovanni Tedesco ha ribaltato il Perugia

Tre partite senza sconfitta, l'arrivo della prima vittoria, il numero dei gol segnati e di quelli subiti, la combattività, il fattore atletico e quello psicologico: in otto giorni è cambiato tutto

Tre indizi fanno una prova, non è solo un modo di dire. Le tre partite con Giovanni Tedesco in panchina e con Riccardo Gaucci e Walter Novellino nel club hanno indiscutibilmente cambiato il Perugia. E’ per questo che per una volta anche un campione di partite così breve (tre, appunto) diventa significativo e assume una valenza rilevante al punto da meritare un breve approfondimento.

Il dato più eclatante: dando per non persa la gara di Latina con l’eliminazione dalla Coppa Italia ai calci di rigore, il Perugia in queste tre partite nei 90′ più recupero non ha mai perso. Anzi, non ha più perso dopo avere collezionato la serie più nera della storia biancorossa, sette sconfitte consecutive. Secondo dato: il Perugia ha vinto la sua prima partita stagionale, quella con il Livorno, in maniera nitida e indiscutibile. E ha anche sfiorato la vittoria nelle altre due: a Latina e soprattutto a Pontedera, dove avrebbe meritato i tre punti sfuggiti solo per due eurogol dei padroni di casa e un pizzico di sfortuna (errori arbitrali compresi).

Terzo dato fondamentale: il Perugia ha giocato in tutte e tre le occasioni al meglio il secondo tempo. Anzi, va sottolineato come a Pontedera i grifoni abbiano finito la terza partita in otto giorni (per i toscani era la seconda) chiudendo per 25′ la squadra avversaria nella sua area di rigore anche grazie ai cambi di Tedesco, che ha sempre scelto uomini giusti nei momenti giusti. Ma è la squadra a dimostrare di avere così finalmente superato il problema atletico che nelle deludenti partite precedenti era parso sin troppo evidente in tanti secondi tempi mal giocati o non giocati per niente.

E siamo ai gol. Con Giovanni Tedesco il Perugia ha segnato 5 gol in 3 partite (con 5 marcatori diversi: Kanoute, Montevago, Bacchin, Giraudo e Manzari), più di un gol e mezzo di media a partita (1,66) subendo 3 reti (1 a partita di media). Quando nelle 11 partite ufficiali precedenti aveva segnato 6 gol (0,54 a partita) e ne aveva subiti 17 (1,54 a partita). Il miglioramento è lampante. Acuito dal fatto che a Pontedera le due reti biancorosse sono arrivate entrambi sugli sviluppi dei calci piazzati, cosa che non avveniva da tempo immemore, segno che si sta lavorando anche su questo aspetto.

Certo, non mancano i difetti atavici, come le difficoltà ancora reali nella gestione delle fasi di transizione, la continuità nell’atteggiamento, il gioco sulle fasce. Ma un altro fatto incontrovertibile è che il Perugia si appresta ad affrontare il testacoda del derby con l’Arezzo, avversario fortissimo e che naturalmente partirà nettamente favorito, nella migliore condizione fisica, tecnica e psicologica vissuta quest’anno e c’è da scommettere che i grifoni, al di là di come andrà a finire, daranno l’anima per dimostrare al cospetto della capolista di valere ben più di questa posizione di classifica. Al Curi e con l’aiuto dei tifosi che in un derby possono diventare determinanti. Vale davvero la pena di provarci.

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Thibidault Nzidey Dikatrame
Thibidault Nzidey Dikatrame
4 mesi fa

potremmo riuscire a pareggiare, anche se una vittoria sarebbe la benvenuta

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