Un uomo, due città, un solo derby nel cuore. Serse Cosmi, simbolo autentico di un calcio che non c’è più, ha parlato ad Amaranto Magazine in vista della sfida tra Perugia e Arezzo, in programma domenica 9 novembre allo stadio Renato Curi, in un clima reso incerto dalle restrizioni ancora in discussione sul fronte sicurezza. E lo fa con la passione di chi quella rivalità l’ha vissuta da protagonista, su entrambe le panchine, con il rispetto e l’affetto delle due tifoserie.
“Perugia-Arezzo la sento mia da sempre”, ha dichiarato Cosmi. “Quella di domenica lo è ancora di più: su una panchina c’è Giovanni Tedesco, sull’altra Cristian Bucchi. Li ho allenati entrambi, abbiamo un rapporto speciale. Tutti e due segnarono nella mia prima vittoria in Serie A, quel 3-1 al Parma del 22 ottobre 2000. Ricordi vivi, come se fosse ieri.”
Il tecnico perugino, oggi opinionista per Mediaset, non sarà presente allo stadio, ma seguirà il match da remoto. E non nasconde la sua delusione per le incertezze legate alla presenza del pubblico ospite, con la vendita dei biglietti per i tifosi aretini ancora sospesa in attesa del verdetto del CASMS. “Ma davvero non si sa ancora se ci saranno i tifosi dell’Arezzo? Il calcio senza pubblico perde il suo senso. Il derby è atmosfera, cori, passione. Togliere tutto questo significa snaturare l’essenza stessa di questo sport.”
Cosmi è uno dei pochissimi ad essere riconosciuto come simbolo sia a Perugia che ad Arezzo. Due promozioni, un’Intertoto vinta, giocatori lanciati, rinascite e salvezze, in un’epoca in cui il calcio era ancora passione e territorio. Con l’Arezzo segnò la ripartenza dopo un momento difficile; con il Perugia firmò un’autentica impresa in Serie A, riportando entusiasmo e risultati, fino all’avventura europea.
Nei ricordi del tecnico anche due precedenti significativi legati al derby: un’amichevole estiva del 1999, con l’Arezzo contro il Perugia di Mazzone (1-0, rete di Milanese), e un’amichevole del 2001, a ruoli invertiti, con un secco 3-0 del Perugia, firmato dalla doppietta del coreano Ahn. “Erano partite vere, anche d’estate. Bazzani fu espulso perché non distingueva tra amichevole e partita ufficiale, e questo la dice lunga sull’intensità che si respirava.”
Serse Cosmi rappresenta il ponte umano ed emotivo tra due squadre divise da una rivalità storica, ma unite da un allenatore che ha saputo interpretare i valori più autentici del calcio di provincia, fatto di identità, sacrificio e passione. E il suo appello finale è un grido a difesa del gioco: “I derby vivono del pubblico. Senza, sono solo partite come le altre.”


