Il Perugia è salito sulle montagne russe e ha portato con sé tutti i suoi tifosi, molti più del solito in questa stagione ricca di aspettative. I freddi numeri descrivono bene quella che è l’attuale situazione del gruppo di Diana, che dopo 11 giornate sta pagando la partenza ritardata e non ha ancora trovato amalgama e identità di squadra che portano alla continuità di risultati. Un exploit straripante come quello di Campobasso non è certo dimenticato, ma passa inevitabilmente in secondo piano di fronte alla prestazione arrivata pochi giorni dopo contro il Pescara.
Un ribaltone che fa riflettere perché giunto con le stesse modalità delle sfide perse con Ravenna, Vado e Grosseto (la partita con lo Spezia ha avuto altre modalità), ovvero pagando caramente episodi sfavorevoli, evidenziando problemi difensivi, senza riuscire a ribaltare la situazione a livello offensivo. Dimostrando, peraltro, di non avere ancora acquisito la necessaria maturità per portarsi a casa un punto quando le cose si mettono male, tipica delle squadre importanti. Peraltro le vittorie (Ostiamare, Reggiana, Gubbio, Campobasso e Pineto) sono arrivate tutte in maniera piuttosto convincente, a conferma di una squadra che non riesce a scendere dalle montagne russe. D’altro canto nessuno – fatta eccezione per l’Atalanta Under 23 – ha pareggiato meno dei grifoni in questo campionato.
Ma soprattutto 5 sconfitte in 11 partite sono davvero troppe e meno male che allora sono arrivate anche 5 vittorie. Finora hanno perso più partite del Perugia solo Vis Pesaro e Gubbio (8) Ostiamare e Atalanta Under 23 (6). Il che la dice lunga. Lo stesso vale per il numero dei gol subiti, ben 17 in 11 partite alla media di un gol e mezzo subito a partita, quella dei grifoni è addirittura la quint’ultima difesa, peggio hanno fatto soltanto Vis Pesaro (24), Gubbio (21), Campobasso (20) e Sambenedettese (18). Sono appena due i clean-sheet stagionali ed è evidente che è questo il problema principale. I numeri dell’attacco sono di poco superiori: 15 gol in 11 partite, quello del Perugia è l’ottavo reparto offensivo per rendimento fino ad oggi.
Il rendimento casalingo e quello fuori casa equivalgono ma questo va a detrimento delle partite giocate al Curi, di cui finora la metà lasciando l’intera posta agli avversari. In casa sono arrivate 3 vittorie e 3 sconfitte (9 nove punti complessivi, nono rendimento casalingo), fuori casa sono arrivate 2 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio (7 punti complessivi e settimo rendimento esterno). Il Perugia deve crescere, su questo non ci piove, lo stesso Diana nel dopo gara contro il Pescara ha ammesso con grande onestà intellettuale che qualcosa non va e che si dovrà probabilmente cambiare.
Non è escluso che il tecnico si riferisse a qualche giocatore ma soprattutto al modulo, il 3-5-2 che sinora non ha dato garanzie assolute e ha anzi evidenziato una forte fragilità difensiva, nonostante un centrocampo tra i più muniti ella categoria. D’altro canto va sottolineato come il Perugia tutte le volte che ha giocato con la difesa a quattro ha avuto modo se non altro di creare più occasioni a livello offensivo. Probabilmente nell’organico ci sono elementi che dalla cintola in su possono rendere di più giocando diversamente e altrettanto probabilmente è a questo che sta pensando il tecnico bresciano.



Squadra costruita male ad Agosto, zeppa di centrocampisti ma senza difensori.