Il direttore sportivo del Perugia, Jacopo Giugliarelli, è stato ospite a Fuori Campo su Umbria Tv, dove ha parlato di Grifo a 360 gradi, dagli obiettivi attuali a quelli a lungo termine, dai giovani a quello che potrà essere il futuro del club. Ecco i passaggi cruciali:
I Playoff. “Inizierà un nuovo campionato, conterà arrivarci nella condizione fisica migliore e senza squalifiche e infortuni. Ma la cosa più importante sarà il percorso nella stagione regolare perché ciò che siamo oggi non saremo a fine campionato”.
I nostri giovani. “I contratti ai tre 2005 è il premio a quelle persone che lavorano quotidianamente per questo obiettivo, che mette da parte l’ambizione personale per un sentire comune, quello di vedere arrivare in prima squadra. Li seguono senza avere nulla in cambio, solo per un sentire comune. La prima squadra è il giusto tributo per ciò che piano piano in questi anni si è seminato”.
Kouan. “Qualche tempo fa abbiamo fatto un’offerta di rinnovo e il ragazzo in quel momento ha ritenuto giusto aspettare. Noi dobbiamo essere grati a Christian per l’impegno dimostrato in questi anni, vedremo da qui alla fine quali saranno le sue scelte. Chiaro che da quel momento, noi ci siamo orientati anche verso altri profili, ma se lui è quello delle ultime gare è importantissimo e ce lo teniamo stretto”.
Iannoni. “Ha con noi un prestito biennale con diritto di opzione e contropzione, da parte nostra c’è ampia soddisfazione, il ragazzo potrà crescere ancora, valuteremo se esercitare il diritto, lo riteniamo un ragazzo importante che potrà avere un futuro a Perugia o anche in società più importanti. Ha avuto richieste in estate e a gennaio, ma non ha mai chiesto di essere ceduto, a dimostrazione della sua serietà e del suo attaccamento“.
Seghetti. “Ce lo teniamo stretto ma è impossibile prevedere il futuro, non faccio promesse. Qualora dovesse arrivare una richiesta molto importante la valuteremo, ha dato tanto e ce lo teniamo ben stretto. Attorno a lui c’è tanta attenzione, aveva richieste già quando era in primavera da società di Serie A. Le cessioni sono opportunità, pensate al Napoli di Spalletti: nell’anno pre-scudetto lasciarono i più rappresentativi e tutti pensavano ad una stagione fallimentare, invece è stata la più esaltante. I giocatori bisogna avere le capacità di sostituirli”.
Paz. “È di proprietà del Sassuolo che ha fatto un investimento importante, i rapporti sono ottimi ma è qui a titolo temporaneo, qualora dovesse decidere di tenerlo noi lo abbiamo messo in preventivo”.
Lewis. “Stabilmente seguiamo tutti i campionati, conoscevamo lui e altri giovani del Feyenoord. Il campionato irlandese lo seguiamo come scouting, appetibile per la C italiana. Diventa determinante conoscerli perché arrivano 2-300 segnalazioni a settimana e per fortuna oggi ci sono strumenti video che accorciano i tempi. Attraverso una serie di piattaforme lo abbiamo studiato, noi lo abbiamo invitato in prova e lui si è messo in discussione. Applicazione e umiltà straordinarie, io avevo deciso già prima. Per come è oggi il mercato purtroppo è più conveniente acquistare all’estero. La verità è che il processo formativo in atto nel mercato italiano non è uguale ad altri paesi, ad esempio in Olanda maturano esperienza a 16-18 anni quello che i nostri giovani maturano a 23-24“.
Il Perugia del futuro. “In C possibili solo otto prestiti, tutti gli altri devono essere di proprietà con l’obiettivo di far coesistere l’aspetto sportivo e quello dell’integrazione dei giovani che possano nel tempo portare avanti una struttura di gioco determinata. Poi si devono aggiungere giocatori per fare il salto di qualità, che non per forza devono essere nomi di grido. Mi sono approcciato a questo ruolo con grande senso responsabilità, non ci avevo mai pensato anche se il presidente mi aveva detto più volte che potenzialmente sarei potuto essere il suo ds del futuro. A me piaceva molto il settore giovanile e mi piace stare nel presente, per questo non ci pensavo. Sono felicissimo e grato dell’opportunità, tengo troppo al mio percorso lavorativo, credo molto nel percorso del Perugia e lavoro come se dovessi stare qui per 100 anni. Giusto e doveroso, non penso al mio futuro ma a quello della squadra e della società“.
Il futuro di Giugliarelli e Formisano. “Abbiamo il contratto per un altro anno e lo dovete chiedere al presidente, per me questo percorso nel Perugia è solo iniziato, so che i risultati sono decisivi, ogni giorno mi sento in discussione e sono chiamato a rendere al massimo. Ho un legame particolare con questa società e di gratitudine personale nei confronti del presidente”.
Cessioni. “Io sono tifoso, sono perugino ma dobbiamo capire che le società sono aziende e quelle che sono in perdita chiudono. Qualcuno fa finta di non saperlo e alla fine dell’anno c’è sempre il segno meno. Il Perugia non rischia di scomparire ma la C espone più della B e della A perché le entrate non ci sono e bisogna generarle attraverso un sistema virtuoso, ovvero la cessione dei calciatori. Non ci sono altri proventi determinanti nelle società di C, dati alla mano dobbiamo esserne tutti consapevoli. Tutte le società devono fare i conti con aspetto sportivo ed aspetto economico, per fortuna noi abbiamo una proprietà assennata che chiede questa coesistenza”.
Società in vendita. “Il presidente non lo ha mai nascosto, ha fatto un comunicato stampa in estate. Ma la passione che lui ha non lo distoglie certo dall’obiettivo sportivo: ds e allenatore e giovani, questo sarà il progetto sportivo e non è detto che non possa essere potenzialmente vincente. Ho la fortuna di conoscerlo da tempo, e tra di noi c’è un rapporto diretto, schietto, sincero, ci confrontiamo su tutto, dalla gestione club a quella tecnica. Il pres per quanto mi riguarda mi può insegnare tantissimo, anche da uomo di calcio. Un privilegio confrontarmi con lui quotidianamente perché la storia del presidente Santopadre a Perugia, al di là delle ultime vicissitudini, è molto importante per il nostro club. C’è condivisione totale delle scelte”.



Bravo DSSantopadre deve restare però se no falliamo e tu ci lasci…..no non deve accadere
Si si. Ti capisco bene. SOLO PER SOLDI SOLDI SOLDI. Come tutti..
Vai a battere il record di scalata del Duomo.
È facile criticare questa società dal di fuori ma se siete più bravi ma perché non ci andate voi se siete più bravi anche il cesena è stato in serie C per molti anni poi a fatto una buona squadra e in questa stagione torna in serie B ma la squadra e i tifosi so tutti insieme uniti in un solo obbiettivo che è la promozione in serie B come eravamo anche noi quando c’era Caserta come allenatore e la società è quella che c’è adesso quindi tocca avere un po’ di fiducia anche a me piacerebbe fare un bel… Leggi il resto »
Determinato ed obbiettivo. Molti tifosi devono avere chiaro in testa sopratutto questo passaggio: “Cessioni. “Io sono tifoso, sono perugino ma dobbiamo capire che le società sono aziende e quelle che sono in perdita chiudono. Qualcuno fa finta di non saperlo e alla fine dell’anno c’è sempre il segno meno. Il Perugia non rischia di scomparire ma la C espone più della B e della A perché le entrate non ci sono e bisogna generarle attraverso un sistema virtuoso, ovvero la cessione dei calciatori. Non ci sono altri proventi determinanti nelle società di C, dati alla mano dobbiamo esserne tutti consapevoli.… Leggi il resto »
…maligni
Con questa proprietà si vivacchierà in C per secoli
Per certi tifosi di m….. è anche troppo !
intanto e’ l’unica societa’ che e’ tornata subito su l’anno successivo dalla c alla b, potrebbe ritornare su questo anno per la seconda volta e sarebbe record mondiale e c’e’ un imb….le che dice per secoli…..ma roba da matti……………
Speriamo di no.. mica voglio tribola 100 anni
100 sta il perugia in c.
come tu sta nella m 100 anni
Grande direttore…..
La piazza di Perugia genera un volume economico e ha una tradizione storica da giustificare una B di medio-alta classifica Quello è il posto del Perugia . Si può occasionalmente salire in A o scendere in C ma la dimensione del Perugia calcio sono i play off della B .Temo che la Proprietà abbia già dato il meglio di sé regalando al Perugia delle buone stagioni in B e tenendo i conti in ordine. Occorre attendere il compratore giusto e sperare che l’attuale proprietà regga il timone fino a quel momento.
Sei smentito dalla storia del Perugia. Vattela a ripassare.
La Storia si evolve , il calcio cambia Comunque se sogni di vincere lo scudetto con il Perugia o di rinverdire i fasti fine anni 70 o era Gaucci , sei padronissimo di farlo La storia del Perugia la conosco ,e ricordo anche i lunghi anni di serie C anni 50 e 60 Un po’ di realismo non guasterebbe Ho detto che in serie A il Perugia ci può stare ma gli sta un po’ larga , è un lusso che non è facile da mantenere Non è un caso che le partecipazioni alla Serie A sono 13 non 50.
A te non rispondo, non scendo così in basso . Non amo i provincialismi