Eriksson, addio a 76 anni: le sfide col Grifo e lo scudetto del 2000

Proprio grazie al Perugia regalò un'immensa gioia ai tifosi della Lazio 24 anni fa. È stato uno dei tecnici più amati del mondo del calcio

Sven Goran Eriksson è scomparso all’età di 76 anni dopo aver lottato contro un cancro al pancreas. Negli ultimi mesi, consapevole della gravità della sua malattia, aveva rivelato che gli restava solo un anno di vita, intraprendendo così un toccante tour d’addio negli stadi che più lo avevano amato. Tra questi, spicca il Marassi di Genova, dove lo scorso maggio era stato accolto con lacrime e applausi dai tifosi della Sampdoria.

Eriksson è stato uno dei tecnici più amati e rispettati del mondo del calcio, conosciuto non solo per i suoi successi in campo, ma anche per i suoi modi garbati e mai fuori dalle righe. Gentiluomo per eccellenza, ha allenato con successo in diverse nazioni, tra cui l’Italia, dove ha guidato la Lazio allo storico scudetto del 2000 e ha allenato anche la Roma e la Sampdoria. Nel 2001 è diventato il primo allenatore straniero a guidare la nazionale inglese, dirigendo una “generazione d’oro” di giocatori come David Beckham, Steven Gerrard, Wayne Rooney e Frank Lampard.

Eriksson è stato l’unico allenatore nella storia del calcio a realizzare il “double” – la vittoria del campionato e della coppa federale nello stesso anno – in tre paesi diversi: Svezia, Portogallo e Italia. La sua carriera, durata oltre quarant’anni, è stata costellata di successi, ma anche di grande umanità, qualità che lo hanno reso un vero e proprio mito per molti appassionati.

L’ultimo saluto

Nei giorni scorsi, consapevole di essere vicino alla fine, Eriksson ha lasciato un messaggio d’addio estremamente commovente: “Ho avuto una bella vita, sì. Penso che tutti noi abbiamo paura del giorno in cui moriremo. Ma la vita riguarda anche la morte. Dovete imparare ad accettarlo, per quello che è. Speriamo che alla fine la gente dica: ‘Sì, era un brav’uomo’. Ma non tutti lo diranno. Spero che mi ricorderanno come un uomo positivo“. “Non essere dispiaciuto. Sorridi”, ha aggiunto. “Grazie di tutto: allenatori, giocatori, pubblico. È stato fantastico. Prendetevi cura di voi stessi, prendetevi cura della tua vita e vivetela. Fino alla fine”.

Le sfide con il Perugia e lo scudetto del 2000 vinto anche grazie al Grifo

Nella sua carriera da allenatore Eriksson ha sfidato il Perugia in 9 circostanze (5 con la Lazio, 3 con la Samp e 1 con la Roma), con un bilancio nettamente favorevole di 7 successi, 1 pareggio e 1 sconfitta. Solo nel settembre del 1996 il Grifo riuscì a battere di misura la Samp del tecnico svedese: allo stadio Curi fu il gol di Marco Negri a decidere la gara valevole per la prima giornata del campionato di Serie A 96/97.

L’unico pareggio è invece stato quello del 27 settembre 1998, quando al Curi la Lazio di Eriksson riacciuffò il Perugia di Castagner al 72′ grazie alla rete su calcio di punizione di Mihajlović. Finì 2-2, con il Grifo che si era portato in vantaggio con Bucchi al 4′, poi era arrivato il pareggio di Couto al 19′, prima del nuovo vantaggio biancorosso siglato da Nakata al 64′ . 8 minuti più tardi la rete del definitivo 2-2 del compianto fenomeno serbo.

Ma l’evento che maggiormente lega il nome di Eriksson al Perugia è ovviamente quello del 14 maggio 2000 quando la Lazio vinse lo scudetto anche grazie al contemporaneo successo del Grifo contro la Juventus nel celebre nubifragio del Curi. Un giorno che divenne memorabile per tutto il mondo del calcio italiano: “Sono le 18:04 minuti del 14 maggio del 2000, la Lazio è campione d’Italia”.

“Lo Scudetto con la Lazio è unico per come è arrivato – aveva dichiarato Eriksson in un’intervista – e forse per questo ancora più bello. Non si può scordare, è una di quelle cose nella vita di cui parli sempre e non ti stanchi mai di farlo. Ricordo la mezzora in spogliatoio con la radiolina aspettando che finisse Perugia-Juve. Nessuno si faceva la doccia, uno spogliatoio muto, paralizzato. Io camminavo, pensavo, del resto cosa altro potevo fare? Poi una festa meravigliosa e meritata”.

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Frenz
Frenz
1 anno fa

Un vero signore del calcio. Ciao Sven, R.I.P. grazie per tutto ció che ci hai calcisticamente donato. Un uomo di altri tempi.

lucgau
lucgau
1 anno fa

Profondo rispetto e commozione per Mr. Sven prima, e poi per coach Eriksson.
Ne hai lanciati ed allenati di talenti.
Buon viaggio chissà fin dove

Massimiliano Burani
Massimiliano Burani
1 anno fa

Mancherà al mondo del calcio!! Altro pezzo del calcio che fu che se ne va, mi dispiace molto grandissimo uomo e allenatore come pochi

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1 anno fa

R.I.P

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1 anno fa

R.I.P. grande uomo e grande allenatore

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1 anno fa

Grande persona.

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1 anno fa

R.i.p

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1 anno fa

Rip mister

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1 anno fa

Grande persona prima di essere un grande professionista. Mai una parola fuori posto su altri allenatori o altre squadre come invece molti oggi usano fare. R.I.P.

Anto
Anto
1 anno fa

un grandissimo signore

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