Il Grifo e quelle decisioni arbitrali a senso unico: a Pesaro con la speranza di giocare ad armi pari

Dopo sole sei partite la lista degli episodi a sfavore è già lunghissima. E in classifica mancano almeno 3-4 punti

Il pericolo, come ad esempio è accaduto nel corso della sfida con il Rimini, è che vengano vissuti dai giocatori come alibi o, peggio, li portino a proteste precoci con i nervi a fior di pelle. D’altro canto la lista dei possibili torti arbitrali subiti dal Perugia è già lunga dopo due mesi di campionato e non si può ignorare.

All’accoglienza ai grifoni il 24 agosto ha pensato il signor Viapiana di Catanzaro alla prima giornata a Piancastagnaio, concedendo ben due rigori a favore dei padroni di casa della Pianese, cui già il Perugia aveva pensato in proprio di stendere il tappeto rosso nei primi 19′.  Entrambi i rigori sono parsi discutibili: il primo per fallo di Amoran su Boccadamo, l’altro addirittura al 96′ sul 3-3 per il presunto mani di Lickunas, penalty poi parato da Gemello che ha salvato il 3-3. Nulla da segnalare nel 3-0 alla Spal e anche nel complessivamente meritato ko di Carpi, dove ci si è messa la sfortuna con il palo di Ricci e l’infortunio di Montevago che nel finale ha condizionato i cambi di Formisano. Ma il 15 settembre la ripresa del già difficile derby con il Gubbio al Curi è iniziata in salita in virtù del calcio di rigore concesso con un eccesso di sicurezza da De Angeli di Milano al 6′ della ripresa per l’intervento di Souare sul pallone prima che su Franchini.

Otto giorni dopo allo stadio Adriatico in tribuna c’è stato il benvenuto ufficiale alla nuova società di Javier Faroni da parte del presidente di Lega Marani, in campo quello ai grifoni del fischietto Di Francesco di Ostia Lido, che al 28′ non si è avveduto del fallo da ultimo uomo di Brosco su Bacchin lanciato a rete e nel finale del primo tempo di un intervento da rigore su Di Maggio. Così, anche in virtù della mancanza di attaccanti in grado di concretizzare le occasioni, la sfida esterna alla capolista è finita 0-0 invece che con i meritati 3 punti.

Infine, il 26 settembre al Curi contro il Rimini è arrivato il turno del signor Bozzetto di Bergamo, che dopo soli 13′ di gioco ha sfoderato il cartellino rosso in faccia a Matos. L’espulsione del brasiliano, che stava protestando per un possibile rigore su Bacchin, manco a dirlo non concesso, ha di fatto chiuso la partita con 75 minuti di anticipo in considerazione delle solite assenze in attacco. Assenze che beninteso si reitereranno lunedì sera a Pesaro.

Di appena 6 partite di campionato, ben 4 sono state segnate dalle decisioni arbitrali avverse. Mentre il Perugia e Formisano – già costretto ad avere a che fare con la falcidie degli infortuni – possono recriminare di avere un minimo di 3-4 punti in meno in classifica. Intendiamoci, il Perugia non è l’unica squadra ad avere subito dei torti, ad esempio la Vis Pesaro prossima avversaria ha avuto parecchio da ridire sulla direzione del match con la Ternana. Ma il club biancorosso più di tutti è costretto a prendere atto con amarezza di un fatto incontestabile: gli episodi che potevano cambiare le partite a favore, sinora non sono mai stati considerati, quelli che potevano influire in negativo sono stati invece sempre puntualmente sanzionati. E Formisano, che lunedì sera al “Benelli” sa benissimo di giocarsi il futuro, almeno una volta vorrebbe tanto poterlo fare ad armi pari.

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Astorre
Astorre
1 anno fa

Il Perugia come società può chiedere che i migliori arbitri di questa categoria – se ce ne sono – vengano mandati qui per cercare di evitare errori marchiani. Se poi ci sono arbitri insicuri di sè che si affermano dando contro a noi perché siamo una società e piazza importante, sarebbe il caso di chiedere che non tornino più qui. A prescindere da questo, un arbitro non gioca al nostro posto, non segna 4 gol e appunto si saranno presi qualche punto che ci auguriamo di riprendere nel corso della stagione. Matos poteva essere graziato, ma di certo se un… Leggi il resto »

Roberto
Roberto
1 anno fa
Reply to  Astorre

Su Matos non sono d’accordo. Lo ho elogiato per i 20 minuti della scorsa partita, ma lo critico su questa. Se un giocatore esperto come lui parte di capoccia addirittura dopo che gli animi di tutti gli altri si erano calmati e la vicenda sembrava chiusa, non vedo come la colpa può essere dell’allenatore. Le responsabilità ognuno le sue.

Astorre
Astorre
1 anno fa
Reply to  Roberto

Matos sono 3 anni che sta qui, e non ha mai reso secondo le aspettative. In qualche spezzone ha mostrato di essere in forma, ma pure col cambio di categoria lui qui dovrebbe essere un alieno, e invece… schierarlo dall’inizio è stata però una precisa scelta del tecnico. Parlando con diversi amici che lavorano nel calcio, sulla base della prestazione precedente lo avrebbero fatto partire dalla panchina, per spezzare il ritmo. Meritava sicuramente di giocare, visti i 20 minuti di Pescara, ma forse non dall’inizio. Poi per me d’accordo la responsabilità sullo stato in cui scendi in campo è del… Leggi il resto »

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1 anno fa

Se avevamo una squadra e un allenatore!!!!

lucgau
lucgau
1 anno fa

Fate bene redazione a sottolinearlo a caratteri cubitali.
Gli errori del mister e della squadra ci sono, per carità.
Ma squadra, società ed allenatore pagano, gli arbitri vediamo.
Se Bozzetto di Bergamo e Francesco di Ostia non pagano, allora è grave e c’è malafede.

Sinceramente, lo scorso anno non ricordo tutti questi episodi sfavorevoli così concentrati.

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1 anno fa

In effetti non è la prima volta che gli arbitri non vedono cose talmente palesi da pensare alla loro malafede

Trinità
Trinità
1 anno fa

Allora ragazzi, parliamoci chiaro, al di là dei vittimismi e oltre le scusanti. Qui non stiamo parlando di calcio giocato e di interpreti. Qui stiamo parlando della gestione degli organi che govarnano il calcio e pertanto le conclusioni sono serie. Al riguardo a Perugia dovremmo essere abbastanza “scafati” proprio perché ne abbiamo viste di ogni e da sempre. L’anno scorso il caso Lecco è stato emblematico perché li siamo andati oltre le leggi e siamo arrivati addirittura a modificare i significati delle parole della lingua italiana. Quest’anno il caso Ternana diventerà allo stesso modo emblematico in quanto non sta subendo… Leggi il resto »

Antonello
Antonello
1 anno fa
Reply to  Trinità

L’ arbitro è l’ alibi dei perdenti (cit. Max Allegri). Abbiamo avuto difficoltà gestionali evidenti, squadre raffazzonate, staff tecnici imbarazzanti…La squadra è stata fatta (?) dalla precedente gestione così come la scorsa gestione ha messo un tecnico “acerbo” alla guida di un team inadeguato sotto tanti aspetti.Occorre una sterzata da parte della nuova società, che, suo malgrado , si è trovata in mano questa situazione.

Trinità
Trinità
1 anno fa
Reply to  Antonello

Tu non hai capito, ho scritto: “.. oltre le.scusanti”. Qui nessuno cerca scuse ma d’altronde leggendo i tuoi commenti anche su altri argomenti non mi stupisco che tu non abbia colto il filo del mio ragionamento.

Gammy
Gammy
1 anno fa

Beh…..in effetti direttori di gara……non preparati , per non dire….Altro…….

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1 anno fa

Se Matos stava zitto , se avevamo un allenatore capace specie di gestore certe emergenze, se avevamo dei campi decenti, tutto ciò non accadeva

Gammy
Gammy
1 anno fa

Lassa gi su…..bla bla bla

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1 anno fa

Basta lamentarsi, la squadra è costruita alla meglio e le punte sono tutte mezze rotte o incapaci, non è questo il verso

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1 anno fa

Anche perché è come sparare sulla croce rossa giocare in dieci o nove contro dodici non è facile per nessuna squadra

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