Cristiano Lucarelli, oggi allenatore, è tornato a parlare dei suoi inizi da calciatore e, in particolare, dell’esperienza vissuta al Perugia sotto la guida dell’indimenticato Luciano Gaucci. Ospite del podcast OCW Talk su OCW Sport, l’ex attaccante ha raccontato diversi aneddoti legati al suo rapporto con il patron biancorosso, noto per la sua forte personalità e per la gestione non convenzionale dei giocatori.
L’arrivo a Perugia e la fiducia di Gaucci
Lucarelli ha ricordato come la sua avventura al Perugia sia iniziata in maniera inaspettata: “Mi chiamarono per giocare in prestito il Torneo di Viareggio e feci molto bene. Alla fine, decisero di acquistarmi versando alla Cuoiopelli nel 1992 230 milioni di lire“. Un investimento importante per un giovane attaccante, ma Gaucci era convinto del suo talento e pronto a puntare forte su di lui.
“Mi trattava come un cavallo da corsa”
L’ex bomber ha raccontato come Gaucci fosse particolarmente attento alla sua condizione fisica, al punto da imporgli un regime molto rigido: “Mi obbligava ogni mattina a percorrere cinque chilometri per andare a pesarmi, solo io. Diceva che i suoi cavalli, con un chilo in più, arrivavano tre metri dopo e la stessa cosa valeva per me. Io tendevo a ingrassare e lui mi riteneva pesante in campo”.
La generosità del patron e i premi per i gol
Nonostante il suo carattere esigente, Gaucci aveva anche un lato generoso e con Lucarelli instaurò un rapporto speciale: “Era innamorato di me, mi venerava. Sapeva che la mia famiglia non navigava in buone acque e per ogni gol mi regalava centomila lire. Ricordo una partita contro L’Aquila in cui segnai sei gol e lui mi disse: ‘Arrivo a 400, martedì vieni a prendere gli altri’”.
Un trasferimento travagliato e l’aneddoto su Tony Bin
Lucarelli ha poi raccontato un episodio legato a una trattativa di mercato che coinvolse Marco Negri e il Cosenza. Gaucci, nonostante la stima per l’attaccante, lo inserì in uno scambio con il club calabrese. “Non era felice di cedermi, ma quando capì che il Cosenza non avrebbe mollato Negri, mi diede in comproprietà”.
A quel punto, però, il giocatore inizialmente si oppose al trasferimento, provocando l’ira del patron: “Per convincermi, Gaucci chiamò il mio procuratore e gli disse: ‘Le do un miliardo di lire se fa smettere di giocare Lucarelli, voglio rovinarlo’. Per lui rifiutare era un tradimento. Disse addirittura che mi avrebbe mandato a lucidare la statua di Tony Bin (il suo celebre cavallo) nel giardino di Torre Alfina”. Alla fine, Lucarelli accettò di andare a Cosenza, decisione che si rivelò positiva per la sua carriera.



Ora salviamoci l obbiettivo primario per ques anno la salvezza…poi ripulitisi generale in società e squadra ….via tutti gente nuova gente attiva con tantissima voglia di lavorare e sacrificarsi un esempio da seguire……il sassuolo del nostro fabione grosso.
Vai a terni, insieme a liverani.
Peccato che poi hai fatto una finaccia…