Pomeriggio memorabile allo stadio “Degli Ulivi” di Assisi, dove ha fatto registrare un grande successo il secondo Memorial Luciano Gaucci. All’insegna dell’emozione per il ricordo del grande presidente e della festa per la sessantina di ex grifoni che si sono ritrovati a distanza di tanti anni per abbracciarsi e per tornare a misurarsi sul campo davanti ad un pubblico folto ed entusiasta, vicino alle 1700 unità.
“Questa edizione è nettamente più emozionante della prima, non c’è paragone – ha detto un Riccardo Gaucci particolarmente entusiasta -. Non solo per i giocatori numerosissimi, più del doppio dello scorso anno, ma per come lo abbiamo organizzato. Sono contento di quanto abbiamo fatto nonostante il vento ci abbia rotto alcune infrastrutture, papà da lassù ci sta guardando. Un evento meraviglioso, non riuscivamo a mandare i giocatori negli spogliatoi da quanto scherzavano e giocavano tra loro, felici per essersi ritrovati. Non riuscivano neanche a cambiarsi, era una continua presa in giro. Sono cose che lasciano il segno. Ognuno di loro si porta dentro qualcosa di papà, grazie a lui ognuno ha fatto strada ed è diventato qualcuno. Presidenti come lui non ne esistono più, ora una società si gestisce in maniera diversa da come faceva lui, all’epoca la gestione era familiare, casereccia, di sentimento e cuore. Cosa direbbe oggi? Sarebbe contentissimo di tutto questo per lui, che ci guarda dall’alto e se la gode”.
“Per Luciano Gaucci questo è altro – esordisce Andrea Camplone -, è stato importante per tutti noi e gli dobbiamo grande riconoscenza. Personalmente lo ricordo come l’unico presidente che mi ha stretto la mano e poi ha rispettato tutti gli accordi fatti a voce. Una persona serissima che ha fatto la storia del Perugia nel bene e nel male”.
“Gaucci è stato per me un secondo padre – ha raccontato Cristiano Lucarelli – mi prese dalla Cuoiopelli che avevo 16 anni e mezzo e mi dette la possibilità di affacciarmi ai professionisti, dimostrando tra l’altro di avere l’occhio lungo. La storia gli ha dato ragione, con le sue contraddizioni e i suoi eccessi è stato un grande dirigente e personalmente non mi ha mai fatto mancare nulla. Ricordo ad esempio che all’inizio la mia famiglia non aveva le possibilità di mantenermi a Perugia, ci pensò lui. Meraviglioso”.
“A livello personale ho ricordi bellissimi e tanta nostalgia – racconta Gianluca Colonnello -, con il presidente ho trascorso anni duri ma bellissimi, con me è sempre stato corretto e gentile, ci siamo voluti bene. Ricordo che andai a Roma e passai due ore bellissime con lui quando tornò dall’esilio di Santo Domingo, un’emozione stupenda. Oggi avevo una gran voglia di rivedere tutti i miei ex compagni, è una bellissima sensazione”. “A Gaucci devo essere e sono il mpiù riconoscente in assoluto – spiega Christian Bucchi -, fui la sua scommessa più grande, mi pescò in Eccellenza facendomi vivere un sogno bellissimo, essere qua è un dovere e un piacere enorme, oltre che la grande occasione per rivedere i miei ex compagni”.
“Bello trovarsi qui a ricordare chi ha segnato le vite di tutti noi – gli fa eco Davide Baiocco -, un momento bello tra ricordi ed emozioni. Riccardo l’anno scorso aveva creato un evento riuscito ma quest’anno si è superato, bello che tutto questo sia per suo padre Luciano”. “Luciano è stato il primo presidente con cui ho legato – racconta Fabrizio Miccoli – con lui e quel Perugia fu un anno intenso, indimenticabile”. C’è poi l’inedita testimonianza di Jay Bothroyd, volato da Londra per l’occasione: “Ricordo un presidente di grande carattere e personalità – spiega the Snake -, anche un po’ pazzo. Ricordo quando voleva portare in Italia e nel calcio maschile la calciatrice svedese, mi chiamò e mi disse: tu sei un bel ragazzo, lei una bella ragazza. Vi faccio conoscere, tu la conquisti e poi la convinci a giocare nel Perugia. Organizziamo”. E giù una grande risata, condita da un “spero che il Perugia torni presto nelle categorie che merita questa bellissima città”.
Ed ecco il Dg del Perugia attuale Hernan Garcia Borras: “Una giornata importante per tutti i tifosi del Perugia, per me utilissima per continuare a conoscere la grande storia del Grifo e conoscerne i protagonisti. Conosco Ricardo che è una persona carina e professionale, non ho conosciuto il padre Luciano che tutti descrivono come una personalità forte, un vincitore nonostante le difficoltà, a costo di andare contro il muro. Un esempio per tutti i dirigenti di cui ha parlato tutto il mondo, un uomo d’altri tempi dal carattere forte e capace di fare la storia”. Chiusura con le emozioni di Fabrizio Ravanelli: “Luciano Gaucci per me è stato una persona importantissima, un grande presidente e una grande persona – dice Penna Bianca -, ne ho un ricordo forte. Lui che vedeva lontano mi voleva allenatore-giocatore”.


