Il Perugia sta trattando con la Juventus il giovane talento Claudio Giardino. Classe 2007, pugliese, si tratta di una punta centrale di cui si fa un gran parlare per le sue doti tecniche e atletiche (è alto 1,92), la capacità di proteggere il pallone e il suo fiuto del gol, unito ad un gioco aereo di prim’ordine, che gli ha permesso di mettersi in grande evidenza sin dagli esordi nella scuola calci Asd Bari Campioni, da cui il Lecce lo prelevò nel 2020 per poi vederlo superare un provino a Vinovo con la Juventus. Nel club bianconero Giardino ha fatto sfracelli durante la trafila con Under 15, Under 16 e Under 17, prima di essere prestato al Venezia dove nell’ultima stagione ha disputato il campionato Primavera 2 segnando in pratica da solo nel solo girone di andata la metà delle reti della squadra lagunare.
Di lui si dice un gran bene a tutti i livelli, una importante testata nazionale lo ha definito “la risposta della Juventus a Camarda“, e il Dt del Perugia Mauro Meluso lo ha messo nel mirino già nel gennaio scorso, quando è stato ad un passo dal vestire il biancorosso. Cosa che potrebbe accadere stavolta: lunedì pomeriggio Giardino è sbarcato a Pian di Massiano, dove è stato avvistato prima di entrare nella sede del Perugia, dove è stato accolto tra gli altri dal responsabile del Settore Giovanile Giovanni D’Andrea. L’idea sarebbe di inserirlo non solo nella squadra Primavera, ma di farlo crescere con gradualità anche nella prima squadra di Vincenzo Cangelosi, in un progetto che guarda al futuro. Giardino possibile futuro astro nascente del calcio italiano: la concorrenza è folta ma il Perugia ci prova.



tutti nel mirino, ma quando è che si mette a segno qualche colpo?
Sì ma compriamolo sennò togli solamente la possibilità a uno tuo di proprietà di crescere
Non ti preoccupare, non ‘c’è la fila
…in altri tempi finiva che cel “soffiavano”, vediamo se qualcosa è cambiato
Scusate l’ ignoranza, ma se è stato visto a Pian di Massiano non vuol dire che è stato preso?
Vuol dire che sta trattando seriamente ma ancora non c’è l’ufficialità