Salary cap in arrivo ma il Grifo non lo teme: ecco perchè

Stagione sperimentale in attesa tra un anno del via alla riduzione dei costi. La società biancorossa ha un asso nella manica: gli ingaggi più pesanti spariranno dal bilancio

Premessa necessaria: la speranza è che il Perugia l’anno prossimo di questi tempi sia impegnato a preparare la stagione in un’altra categoria. Ma intanto è il caso di cominciare a pensarci. Il riferimento è al salary cap stabilito dalla Lega Pro a partire dalla stagione 2026-2027, ovvero la prossima, mentre in quella corrente le società sono state invitate ad iniziare ad adeguare i costi. Il principale scopo del salary cap è garantire la sostenibilità finanziaria delle società, limitando i rischi di insolvenza e garantendo che i club non incorrano in problematiche legate a una gestione finanziaria scriteriata. In pratica, il salary cap fissa una cifra massima che ogni club può spendere per gli stipendi dei giocatori in una stagione, aiutando a prevenire problemi finanziari a lungo termine e a mantenere l’equilibrio competitivo.

Ebbene, diciamo subito che il Perugia di Javier Faroni ha già annunciato a chiare lettere come la sostenibilità sia da considerare un punto fermo, le spese sostenute sinora dalla nuova società sono andate quasi tutte in quella direzione. Ma andando a scorrere l’organico biancorosso e le scadenze di contratto dei giocatori, il club di Pian di Massiano tra un anno avrà anche una mano dalla sorte.

Sono infatti in scadenza di contratto a giugno 2026 undici giocatori, tra cui proprio i grifoni con i contratti più onerosi, fatta eccezione per il solo Dell’Orco il cui legame scade nel 2027. Il riferimento è per i contratti di Angella, Matos, Lisi e Bartolomei. Se il capitano deciderà a fine stagione se continuare a giocare o diventare dirigente biancorosso, se il brasiliano ha già spalmato il suo ingaggio prolungando il contratto che era in scadenza 2025, per Bartolomei e Lisi si potrebbe trovare una soluzione anche in questa sessione di calciomercato. Mentre in scadenza 2026 ci sono anche Riccardi, Giraudo, Torrasi, Lewis (che sta per prolungare), il neogrifone Calapai (che ha l’opzione del prolungamento automatico in caso di B), Broh e Agosti, questi ultimi due in possibile uscita in questa sessione estiva.

In sostanza, grazie anche alla politica intrapresa nelle ultime due stagioni successive alla retrocessione, anche in presenza di 4-5 acquisti importanti nei prossimi giorni di mercato il Perugia non sembra dover temere l’avvento del salary cap, al contrario di alcuni club del Girone B che in questi giorni stanno investendo cifre enormi nel calciomercato della Lega Pro e che tra un anno, non dovessero raggiungere l’obiettivo della promozione, saranno costrette a svendere per alleggerire i monte-ingaggi e ad una inversione di tendenza che potrebbe risultare drammatica.

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8 mesi fa

Per dare una bella spallata al problema sarebbe da limitare parecchio l’operato dei procuratori, si abbassano le provvigioni che incidono nei costi delle società.
Purtroppo non sarà mai fattibile dato che il procuratore è un ingranaggio fondamentale per il baraccone che hanno messo su, così si va verso la fine.

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8 mesi fa

Buon compleanno Alessandro Ruvolo

Simo9
Simo9
8 mesi fa

è sicuramente un’ottima notizia.. sarò banale però nel dire che per arrivare primi però ci vuole anche altro… Fiducia in Meluso, in ogni modo!!! Forza Grifo!

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8 mesi fa

Bisogna vedere come verrà applicata sta roba, se fanno come all’estero è tutto inutile. Il Manchester City era sotto processo per il salary cap, parlavano di retrocessione a tavolino e revoca degli ultimi scudetti. Per tutta risposta sta spendendo cifre folli tutte le settimane.

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8 mesi fa

Tutto giusto per carità però mi si dovrebbe spiegare come è concepibile, a livello federale,di permettere ad alcune squadre come Catania Trapani Salernitana di avere oltre 40 calciatori a libro paga, e continuano ad ingaggiarne altri, drogando di fatto il mercato perché è logico che un calciatore tra un buon ingaggio e uno fuori mercato sceglie quello fuori mercato pur sapendo magari di non giocare mai o magari non prendere gli stipendi (comunque gli sono garantiti dai fondi nazionali),prendiamo il caso di Di Noia accostato al Perugia nei giorni scorsi e poi finito al Trapani, è chiaro che abbia preferito… Leggi il resto »

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8 mesi fa

Mi sembra giusto,così facendo si crea più equilibrio tra le squadre!!

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