Domenica il Perugia sarà in trasferta ad Alessandria contro la Juve Next Gen, ma la tifoseria del Grifo si prepara a boicottare la trasferta per protestare contro il sistema del calcio moderno che “continua a penalizzare la passione popolare, sacrificata a favore degli interessi economici dei padroni del calcio”.
“Un calcio che non ci appartiene”
Gli ultras del Perugia, in un comunicato diffuso in queste ultime ore, esprimono tutta la loro delusione verso le squadre B, le quali, a loro parere, rappresentano l’espressione di un calcio elitario, sempre più distante dalla passione della gente. “Le squadre B, insieme agli infiniti divieti, al caro biglietti e al ‘calcio spezzatino’, sono l’espressione di un calcio moderno che non ci appartiene, non ci rappresenta e che vogliamo osteggiare con tutti i mezzi possibili”, scrivono gli ultras.
Secondo loro, è inaccettabile che squadre senza seguito né tradizione prendano il posto di città storiche e piazze popolose. “È un’offesa vedere che il nome di città importanti venga rimpiazzato dalle giovanili dei soliti noti del calcio italiano“.
Il sacrificio di disertare la trasferta
La decisione di disertare la trasferta di domenica pesa molto sulla tifoseria, ma viene vista come un sacrificio necessario. “Lasciare solo il nostro Grifo in un momento della stagione così delicato è un sacrificio impegnativo ma, a nostro parere, necessario“, si legge nel comunicato. Gli ultras dichiarano di credere in un calcio che deve tornare ad essere della gente, lontano dagli interessi economici delle grandi società.
Il valore della protesta condivisa
Infine, gli ultras fanno appello a tutta la tifoseria, invitando anche i tifosi “comuni“, non solo gli ultras, a comprendere e rispettare le ragioni della protesta. “Le proteste hanno un valore maggiore se condivise anche da chi, come i tifosi ‘comuni’, paga sulla propria pelle le scelte repressive e la deriva di un calcio sempre meno popolare“, concludono.
Concludendo il loro messaggio, gli ultras del Perugia ribadiscono il loro no al calcio moderno e alle squadre B e con un invito a tutti a unirsi nella protesta.



L’anno scorso sacrificarono l’Anconetana per fare posto al Milan U23 che poi è anche retroCesso
Assolutamente no alle squadre B ma no anche alle squadre…. Non economicamente solide!
sempre piu ridicoli
Personalmente non danno alcun fastidio. Il problema è altrove, un sistema che andrebbe snellito nelle sue componenti. Non ci possono stare 3 gironi di Lega Pro, non è sostenibile in una categoria con tanti oneri e pochi ricavi.
ne in casa ne fuori, no alle under23
Giustissimo