Una folla di oltre 8mila persone ha salutato per l’ultima volta Igor Protti, storico attaccante del Livorno e del calcio italiano, scomparso il 19 giugno all’età di 58 anni. Lo stadio Armando Picchi si è trasformato in un luogo di raccoglimento e memoria, con tifosi, amici, ex compagni di squadra e rappresentanti delle istituzioni riuniti per rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia sportiva e umana della città. Il forte legame tra Protti e Livorno ha portato anche alla proclamazione del lutto cittadino da parte del sindaco Luca Salvetti.
Lo stadio Picchi abbraccia il suo capitano
Nel pomeriggio del 20 giugno il feretro è arrivato allo stadio dopo il trasferimento da Cecina, dove era stata allestita la camera ardente. Ad accompagnare l’ingresso della bara, coperta da maglie e sciarpe amaranto, sono stati cori, applausi e fumogeni.
Il carro funebre si è fermato sotto la curva del Livorno, cuore del tifo amaranto, prima che il feretro venisse accompagnato verso la tribuna d’onore sulle note dell’inno della squadra. Un momento di forte emozione che ha coinvolto migliaia di persone presenti sugli spalti.
Un legame indissolubile con Livorno
Nel corso della sua carriera, Igor Protti ha costruito un rapporto speciale con la città e con i tifosi, diventando molto più di un semplice calciatore. Le sue imprese sul campo e il suo comportamento fuori dal rettangolo di gioco hanno contribuito a trasformarlo in un simbolo per diverse generazioni di sostenitori amaranto.
La partecipazione massiccia all’ultimo saluto ha confermato quanto fosse profondo il legame tra Protti e la comunità livornese, che ha voluto tributargli un omaggio collettivo e carico di affetto.
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