Il Perugia è uscito dal “Città dell’Aria” con un punto che ha lasciato più rimpianti che certezze, due punti lasciati per strada e una situazione di classifica che si fa difficile, ormai al limitare dei playoff. Il dato che pesa è quello della superiorità numerica non sfruttata, un tempo intero contro dieci uomini eppure con un solo gol all’attivo.
Eppure i numeri della partita raccontano di uno squilibrio quasi totale. Il Perugia ha avuto il possesso palla per il 71% del tempo contro il 29% del Guidonia, ha tirato 20 volte contro le 6 dei laziali e ha toccato il pallone in area avversaria 23 volte, a fronte di appena 7 tocchi dei padroni di casa. Un dominio territoriale che nel secondo tempo, con l’uomo in più, è diventato un assedio.
Il problema è che a questa mole di gioco non ha corrisposto la pericolosità. Dei 20 tiri biancorossi solo 6 hanno centrato lo specchio della porta, il 30% del totale, e gli expected goals si sono fermati a 1.39, di pochissimo sopra quelli del Guidonia (1.13) che ha prodotto meno di un terzo delle conclusioni. La squadra di Ginestra ha chiuso con 3 tiri in porta su 6 totali, una resa del 50%, ed è stato più cinico con molto meno. Persino i calci d’angolo, 5-4, hanno sorriso ai padroni di casa.
La gara è stata d’altro canto tesa e spezzettata, con 16 falli commessi dal Guidonia e 17 dal Perugia, 2 ammoniti per parte e il solo cartellino rosso, quello di Borghini, a indirizzare l’inerzia del match. Sul fronte difensivo il Perugia continua a non chiudere mai la porta lontano dal Curi. Prima della gara non aveva ancora una trasferta senza reti al passivo e con il rigore di Ferrari il conto sale a 6 su 6. In trasferta il Grifo ha ora 11 gol fatti e 10 subiti in 6 gare, 8 punti su 18. Al Curi ha segnato appena 5 reti in 6 partite. Il gol di Sabbatani è il primo della stagione nella fascia tra il 61’ e il 75’. Prima della gara il Perugia non aveva ancora segnato in quell’intervallo.
Sin troppo facile unirsi al coro di chi vorrebbe un cambio di modulo per poter sfruttare al meglio le caratteristiche della gran parte dei giocatori della rosa, ivi inclusi Cortesi e Seha che a Guidonia hanno lasciato intravedere la capacità di cambiare la partita. Diana è profondamente legato al suo modo di concepire il calcio e ai suoi principi e soprattutto profondamente convinto di riuscire a far decollare questa squadra con l’amalgama, la crescita atletica e l’identità di squadra da acquisire nel tempo.


