Si è presentato per come è, Lamberto Zauli. Un volto pulito e ben noto ai tifosi del Perugia, che una ventina di anni fa se lo trovavano spesso tra i migliori avversari, lui trequartista scintillante arrivato fino alle porte della nazionale negli anni di Totti, Baggio e Del Piero. Ma è da allenatore che il Perugia gli si affida, alle sue doti di trattare con i giovani, alla sua esperienza positiva alla guida della Primavera dell’Empoli e della Juve Next Gen ma anche del Crotone, portato alle soglie della promozione in B.
“Quando ti chiama il Perugia – ha detto il 52enne allenatore in sede di presentazione -, non è retorica ma davvero non si può dire di no. Qui ho giocato tante partite, sono molto contento, mi piace allenare dove c’è passione, mi piace prendere la responsabilità di allenare una squadra forte come il Perugia in una realtà così blasonata. Sono convinto che ci sia un mix importante di giovani ed esperti. Mi è capitato casualmente di essere a Pesaro e di vedere giocare la squadra, lungi da me giudicare chi mi ha preceduto, anzi, mi sento di salutare Formisano, un ragazzo che esce da qui con tante ambizioni in una giornata particolare di una settimana ancor più particolare, con due partite da giocare a stretto giro di cui la prima in casa della Torres che lotta per il vertice. Dal suo lavoro cercherò di ripartire nell’immediato visto che non avremo il tempo di fare altro. Dalla rifinitura cominceremo a conoscerci, per fare in modo che la mia squadra sia credibile, bella e spensierata nel gioco. Credo nella qualità dei ragazzi, se sono qui è perchè mi piace mettermi in gioco. Il mio obiettivo è quello di piacere, di entrare in una mentalità, in una cultura, in una storia. Poi se si crea empatia con la società, la gente, i programmi si possono allungare. Stiamo parlando del Perugia, un’ambizione personale importante”.
Arrivato in sede al mattino, Zauli ha firmato il contratto che lo lega al Perugia per un anno più opzione, si è presentato ai giocatori cui ha avuto modo di parlare e poi, nel primo pomeriggio, ha anche diretto il primo allenamento. “Mi sono presentato ai ragazzi, ho presentato quello che piacerebbe a me nello spogliatoio. Mi affido a quello che vedrò, alle sensazioni. Cercheremo di plasmare la squadra a seconda del suo modo di essere. I ragazzi impareranno a conoscere me, mi auguro nasca empatia per fare risultati che tutti noi auspichiamo.
Qui c’è una storia incredibile, sono passati giocatori importantissimi ma il blasone su questi ragazzi non deve pesare. Farò di tutto per essere giudicato un allenatore positivo, una persona seria che possa allenare il Perugia. Affrontiamo un campionato difficilissimo, ci sono piazze importantissime che lottano per tornare nel calcio che conta. Ho chiesto spregiudicatezza, voglia di esprimersi al massimo, responsabilità”.
Fautore del 4-2-3-1, Zauli non è però un integralista, anzi. E’ conosciuto per essere un tecnico che plasma e adatta la squadra alle caratteristiche dei giocatori. “Quando si potrà vedere qualcosa della mia idea di calcio? Ho una passione per questo sport, l’unico modo per vivere il calcio per me è adrenalina, gioia per la vittoria, delusione per la sconfitta. Quando si subentra, metto la mia personalità, il mio modo di essere. Non parlo di calciatori ma di persone, devo cercare di conquistare più persine possibili, più ne conquisto, più riusciremo a fare risultati. Se apprezzo i giocatori sudamericani? Ne ho già allenati, ad esempio alla Juve, ora alcuni di loro giocano in A. Hanno un buon approccio, cattiveria e fantasia. Io sono un fautore dell’uno contro uno, sono quelle giocate che fanno la differenza, e loro le hanno”.
A Zauli è stato chiesto anche se vedremo un undici consolidato oppure se per lui tutti i giocatori sono uguali. “In un gruppo siamo tutti uguali per le regole, ma i valori dei giocatori non sono tutti uguali. Bisogna ottenere personalità e qualità, i giocatori devono portare a casa i numeri, è un lavoro. Credo che in un gruppo si debbano creare gerarchie sane e poi diventa fondamentale il ruolo della società e dello staff con i giocatori che stanno fuori e che lottano per conquistarsi il posto. Quando nel calcio tutto questo funziona, si crea sempre qualcosa di straordinario. Dobbiamo riconquistare i tifosi? Una vittoria è bello condividerla, la si condivide con chi ama il Perugia. Riuscire a creare quell’empatia tra tifoso e squadra è un obiettivo per chi scende in campo e chi ha responsabilità di scelta. Fermo di tutto per passare da persone serie ai loro occhi”.
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Zauli ,cambia portiere se vuoi andare su in classifica.
Smetti di bestemmiare Zauli, che sei un grezzo unico.
Lavoro, lavoro, lavoro……e zero chiacchiere.
Mi è capitato casualmente di essere a Pesaro e di vedere giocare la squadra, lungi da me giudicare chi mi ha preceduto, anzi, mi sento di salutare Formisano