Extra Grifo, il “Modello Tennis” e la Riforma della C: la ricetta di Zola per rinnovare il calcio

L'ex calciatore traccia la rotta della terza serie tra la crescita record degli spettatori (+30%), la gestione delle seconde squadre e la tutela delle piazze storiche

Gianfranco Zola lega pro

Gianfranco Zola guarda al futuro del calcio italiano partendo dalla base che conosce meglio: il mondo della Serie C. In un’intervista rilasciata a Tuttosport, l’ex fuoriclasse di Cagliari e Chelsea ha ribadito il valore strategico della terza serie, oggi al centro di una profonda riforma ideata in sinergia con il presidente della Lega Pro, Matteo Marani. “Ci stiamo provando. Non è perfetta, ma nulla lo è: è un modo di iniziare, la differenza la fanno i club.”

Zola sottolinea come il nuovo modello punti a premiare le società lungimiranti, ovvero quelle che scelgono di investire in strutture, tecnici qualificati e giovani del vivaio. Un cambio di passo necessario, che tuttavia richiederà pazienza: “Ci vorrà tanto lavoro: non è un percorso di uno o due anni”.

Una rivoluzione culturale ispirata al tennis

Per Zola la riforma non è semplicemente un pacchetto di regole tecniche, ma una vera e propria rivoluzione culturale che deve coinvolgere l’intera piramide calcistica, partendo dal basso. Investimenti capillari: “Perché non può farlo una piccola realtà di Serie C o D? Il principio è finanziare in maniera capillare perché i ragazzi crescano giocando a calcio”. Questo approccio richiama direttamente il modello del tennis italiano, rinato negli ultimi anni e arrivato ai vertici mondiali proprio grazie a un investimento diffuso, strutturato e focalizzato sui giovani.

I numeri del successo: Playoff da record

La stagione appena conclusa ha certificato la straordinaria vitalità della categoria, registrando un boom di presenze e un forte interesse da parte del pubblico con il 30% in più di spettatori allo stadio e il 37% d’incassi totali. Questi dati non indicano solo una crescita economica, ma testimoniano la capacità della Serie C di generare entusiasmo e partecipazione. “È un grande risultato, che dà responsabilità”, ammette Zola. “Ora bisogna aumentare ancora la qualità”.

Seconde squadre e tutela della tradizione

L’intervista ha toccato anche uno dei temi più caldi del dibattito calcistico attuale: l’inserimento delle seconde squadre. Zola si dimostra pragmatico, guardando all’estero ma senza dimenticare la storia del nostro calcio: Il modello spagnolo: “Esistono in Spagna da 40 anni. È importante il principio: se aiutano a migliorare il movimento azzurro, ok”. Parallelamente allo sviluppo delle seconde squadre, la Lega Pro vuole tutelare l’identità del territorio. “Abbiamo chiesto un’attenzione particolare per le piazze storiche della C nelle riammissioni”, ha precisato l’ex numero 10.

Il futuro del progetto con Matteo Marani

In chiusura, Zola ha voluto confermare il suo impegno totale e in prima persona all’interno della governance della Lega Pro: “Sono contentissimo di aver dato la mia disponibilità a lavorare con Matteo Marani e tutto il suo gruppo. Stiamo cercando di lavorare per il sistema e il nostro percorso non è finito”.

Il messaggio che emerge è chiaro: la Serie C ha smesso di essere un semplice campionato di passaggio. Oggi si candida ufficialmente a diventare il laboratorio decisivo per la rinascita del calcio italiano.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciogrifo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Bartolomei palla al piede
Ecco le Liste definitive che entro sabato il Perugia dovrà consegnare alla Lega Pro. L'esperto...
tozzuolo perugia
La Lega Pro ha definito il calendario delle prime giornate del Girone B: il derby...
La Lega Pro definisce il calendario della nuova stagione: debutto il 23 agosto, finale del...

Altre notizie