La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi interviene sulla questione dello stadio Renato Curi e sugli sviluppi del closing per la cessione del Perugia Calcio. La prima cittadina distingue nettamente i due piani: da una parte un impianto di proprietà comunale, considerato patrimonio storico e sportivo della città; dall’altra una trattativa tra soggetti privati per il futuro della società biancorossa. Secondo quanto affermato dalla sindaca, al Comune non sarebbe mai stata prospettata la cessione o la demolizione del Curi come condizione necessaria per arrivare alla conclusione dell’operazione societaria.
La nota della sindaca
“Voglio essere molto chiara, su una vicenda così importante non sono accettabili ricostruzioni che confondono piani diversi – afferma la prima cittadina in una nota riportata dal Corriere dell’Umbria – Nessuno ha mai rappresentato al Comune che la cessione o la demolizione dello stadio Curi costituissero una condizione per il closing del Perugia”.
La posizione della prima cittadina di Perugia sull’argomento stadio “non nasce dalle mie dichiarazioni di venerdì. E’ pubblica, nota da oltre due anni e precedente a questa vicenda. Il Curi è un patrimonio storico, sportivo e identitario della città e appartiene al Comune. Abbiamo investito risorse pubbliche per recuperarlo e renderlo più sicuro”.
“Il closing – continua Ferdinandi – riguarda invece un accordo tra privati. Il Comune non è parte della trattativa e non può interferire nelle condizioni stabilite tra venditore e acquirente. Se quelle condizioni sono cambiate, se sono emerse difficoltà o se le parti non riescono a trovare un punto di accordo, saranno le parti stesse a doverne chiarire le ragioni”.
“Non è accettabile – si legge ancora – trasformare a posteriori il Comune, o una dichiarazione della Sindaca che ribadisce una posizione nota da anni, nella causa o nell’alibi di un mancato accordo. Se l’acquisto del Perugia fosse stato realmente subordinato all’acquisto dello stadio, il potenziale acquirente avrebbe dovuto rivolgersi al Comune prima di assumere impegni con il venditore. Questo non è mai avvenuto”.
“È quindi legittimo chiedere chiarezza al potenziale acquirente, soprattutto verso città e tifosi. Il Perugia ha oltre 120 anni di storia ed è un patrimonio della comunità, chi vuole guidarlo deve farlo con serietà, trasparenza e rispetto. Auspico una proprietà solida e ambiziosa. Ma non accetteremo responsabilità che non ci appartengono né di diventare il capro espiatorio di difficoltà maturate in una trattativa privata”.



Marioni a detto che il closer si fa venerdì. Quindi anno trovato tutto a posto. Adesso comprate qualcuno dalla B
A Perugia i soldi ci sono per fare tutto, però sono di braccino corto sarebbe ora che mettono qualche soldo,anche di nascosto come gli pare basta che le mettono che è come il costo di un caffè per certi imprenditori
Ma scusate in tutta questa storia la nuova società che dovrebbe acquistare il Perugia dov’è??,nessuna replica?? o quanto meno fare chiarezza speriamo bene….
Su umbriaTv stanno dicendo che il closing si farà tra venerdì di questa settimana e i primi giorni della prossima. Ce lo auguriamo tutti.
E comunque l’piantino de Borras fatto n’conferenza stampa m’eva puzzeto lonteno ‘nchilometro! M’eva arcordeto tanto l’piantin de la Fornero!!!!
Il mio personale pensiero è che prima si arriva alla caccia ta di determinati personaggi e più probabilità il perugia ha di evitare il fallimento. La strada potrebbe essere quella di disfarsi nel mercato di gennaio di tanti contratti, mantenere un grifo sostenibile dal Presidente Faroni fino a che lo stesso non riesca a vendere a persone che se lo possano realmente permettere.
QUALCUNO CI DICA CHI PAGHERA’ STIPENDI E CONTRIBUTI DEGLI ACQUISTI VOLUTI DAI PRESUNTI ACQUIRENTI MEDIANTE IL LAVORO DI ALESSANDRI GAUCCI E L’AVALLO DI BORRAS.
Delle persone che vogliono veramente comprare la società dopo che si sono sentite dire che l’ultimo documento dei revisori che sembrava essere il vero ostacolo al closing, è stato consegnato, avrebbero indetto una conferenza stampa per annunciare l’appuntamento dal notaio.
Ma in tutto questo chi ce li mette i soldi per la copertura di tutto lo stadio o almeno gradinata. Il sindaco ha ragione da vendere ma deve trovare i finanziatori.
I finanziatori siamo noi quando dovremo ripagare il finanziamento acceso per questi lavori.
Sindaca mi sorprende il tuo comportamento che danneggia solo i tifosi e la città. Se vogliono investire e rifare lo stadio vanno solo ringraziati
Il Curi è della città non di qualsiasi compratore