Grifo, Novellino: “Legatissimo a questa città. Closing? Sono fiducioso”

Il dirigente biancorosso ai microfoni della Rai ha ripercorso il rapporto con Renato Curi, gli anni del Perugia dei miracoli, lo scudetto con il Milan e poi ha rivolto la sguardo al futuro del club e del calcio italiano

Il ricordo di Renato Curi, gli anni del Perugia dei miracoli, lo scudetto conquistato con il Milan e la fiducia nel futuro del Grifo. Sono alcuni dei temi affrontati da Walter Novellino nell’intervista rilasciata a Rai Umbria, nella quale il dirigente del Perugia ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria carriera e del rapporto con la città.

Il ricordo di Renato Curi

A proposito di Curi, Novellino ha raccontato che quella giornata era iniziata in maniera apparentemente normale: “Era una partita importante con la Juventus, la mattina ci siamo alzati, io e Renato, perché siamo mattinieri, pensavamo subito alla gara e siamo andati a giocare a Boccette. Era una mattinata bellissima e poi è diventata una giornata bruttissima. Se n’è accorto Zoff, noi no. Abbiamo perso un grande uomo, una grande persona, che ha dato tanto al Perugia, insomma, era un ragazzo straordinario”.

Dal sogno di bambino alla carriera

Nel corso dell’intervista, Novellino ha ripercorso anche la propria crescita personale e professionale.

Partito dall’Irpinia con il sogno di diventare calciatore, ha poi costruito una carriera che lo ha portato a giocare su numerosi campi e successivamente a intraprendere quella da allenatore: “L’emozione è tantissima, anche adesso. Ricordo tutto, con la mia mente volevo diventare un giocatore, volevo diventare un allenatore e ci sono riuscito grazie a questo campo verde”.

Il Perugia dei miracoli, scudetto con il Milan e l’esordio in Nazionale

Tra i momenti più importanti della carriera Novellino colloca al primo posto i tre anni vissuti a Perugia, un periodo che considera particolarmente significativo: “Sono stati tre anni bellissimi. Ma ne prenderei un po’ la volta, no? Perugia, il Milan, lo scudetto è stato anche bello. L’esordio in Serie A, quando ero ragazzino, non vedevo l’ora. Sono state tutte e tre situazioni belle”.

Un legame speciale con Perugia

Il rapporto con la città nasce fin dal primo approccio con il territorio. Novellino ha ricordato il viaggio a Perugia accompagnato dal fratello e l’impatto con Passignano e il lago, luoghi che contribuirono a costruire un legame destinato a durare nel tempo.

“Il primo giorno che mi ha portato mio fratello a Perugia, ho visto Passignano, il lago, era bellissimo.  Per tutta la mia vita da calciatore, da allenatore, devo ringraziare tantissime persone che mi hanno dato la possibilità di fare questi lavori, come il presidente Gaucci e la città. Mi sono legato tantissimo a questa città che è meravigliosa”.

La situazione del Perugia e il closing

Lo sguardo si è poi spostato sull’attualità del Perugia, alle prese con una fase societaria ancora caratterizzata dall’incertezza: “Stanno lavorando delle persone serie che amano il Perugia e sono convinto che riusciremo a chiudere questo benedetto closing”.

Il settore giovanile come chiave per il calcio italiano

Nell’ultima parte dell’intervista Novellino ha affrontato una questione più ampia, quella del futuro del calcio italiano: “Un futuro c’è. Come esempio vi prendo il Perugia. Il Grifo è straordinario come settore giovanile, ci sono dei giocatori che che hanno giocato in prima squadra e sono convinto che se noi facciamo giocare questi ragazzi in tutta Italia, sono convinto che l’Italia tornerà di nuovo protagonista”.

 

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