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Caracciolo racconta come a Perugia è diventato “L’Airone”

L’attaccante in biancorosso ha “sfondato” nel calcio che conta e ricorda anche il rapporto con Luciano Gaucci e Roberto Baronio.

Andrea Caracciolo continua a fare gol. Alle soglie dei 38 anni è la stella della Feralpisalò (12 reti la scorsa annata in C) dopo aver avvicinato il record di marcature in B di tutti i tempi (terzo a quota 132). Il percorso di gol dell’attaccante lombardo, fra i grandi, è partito a Perugia nel 2002. Era Serie A. Caracciolo, appena 19enne, con 22 presenze e 2 reti, diventò “L’Airone”.

Lo stesso bomber l’ha raccontato a CalcioNapoli24. “Il mio soprannome è nato a Perugia. Primo gol in casa contro il Torino. In settimana – ha spiegato Caracciolo – ci furono dei giornali locali e si leggeva ‘gol-Airone’. Da lì con Baronio, Grosso e Sogliano cominciò per scherzo, poi è diventata cosa seria”.

Era il Grifo di tanti grandi poi diventati grandissimi. Scoperti e plasmati dagli ingranaggi di Luciano Gaucci, vicino anche a rilevare il Napoli“L’ho avuto un anno – ha detto Caracciolo – era un presidente focoso: facile e difficile allo stesso tempo da gestire. Non so se per la piazza napoletana sarebbe stato adatto ma il Napoli è stato fortunato con De Laurentiis. Ha costruito una grande società e portato la squadra a battagliare con i club più forti che ci sono”.

Caracciolo infine ha letto anche il futuro dell’ex compagno Roberto Baronio, ora allenatore della Primavera del Napoli. “Ci ho giocato a Perugia e a Brescia. L’ho incontrato in vacanza, bravissimo ragazzo e conosce il calcio. Mi ha parlato molto bene dei suoi ragazzi e del lavoro che ha fatto. Credo sia un allenatore bravo e che può fare bene”.

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