La gara è stata una escalation di nervosismo e cartellini e l’arbitro Marinelli è sembrato perdere il filo. Manca almeno un provvedimento disciplinare pesante a carico di Viola. Eccessiva l’espulsione di Carraro che salterà almeno la trasferta di Salerno.
La direzione di Livio Marinelli di Tivoli ha scontentato un po’ tutti. Se l’aspetto tecnico del match fra Benevento e Perugia (1-0) è precipitato durante i novanta minuti la responsabilità è delle due formazioni ma c’è anche lo zampino dell’arbitro laziale e della sua squadra.
Sono 4 le tappe principali che hanno scandito l’andamento della gara. In avvio il contatto in area biancorossa fra Gyomber e Armenteros dopo un retropassaggio sbagliato di Carraro. Il difensore perugino è in anticipo e protegge la sfera senza però averne il possesso: è più l’attaccante che frana addosso a Gyomber, l’arbitro lascia proseguire ed è una decisione condivisibile nonostante le proteste del Benevento.
Lo stesso Arementeros segna il gol partita in spaccata (20’): Vicario arriva in allungo sul pallone e lo toglie dalla porta ma la sfera ha già varcato interamente la linea. Pochi dubbi riguardando le immagini da varie angolazioni. Nella ripresa il Benevento resta in 10 per il secondo giallo a Tello che interviene di rabbia su Falzerano (51’). Sacrosanto il provvedimento disciplinare ma i giallorossi si sono infuriati perché Arementeros era a terra e chiedevano che l’arbitro interrompesse il match per i soccorsi. L’attaccante sannita aveva ricevuto un colpo fortuito al mento, Marinelli si era avvicinato per controllare le condizioni del giocatore decidendo poi di far riprendere il gioco. Dalla caduta di Armenteros al rosso a Tello passano circa 60 secondi: pessima la gestione della situazione del Benevento ma il direttore di gara ha perso passo passo le redini del match.
Nell’occasione c’è anche una reazione di Viola che strattona violentemente il dolorante Falzerano a terra (poi uscito in barella). Era “da giallo tendente al rosso” e invece non è arrivata nessuna sanzione nonostante sia successo tutto, sostanzialmente, sotto gli occhi dell’assistente e del quarto uomo.

È cresciuto il nervosismo, parallelamente all’ostruzionismo dei sanniti, fino al rosso diretto a Carraro (83’). Il play biancorosso alza davvero troppo la gamba a centrocampo ma più che di “condotta violenta” (prevede vigoria sproporzionata o brutalità) è sembrato trattarsi di imprudenza (il grifone era inizialmente di spalle all’avversario) e “gioco pericoloso” (da giallo). Pesante il danno per il Grifo che non ha potuto tentare l’assalto finale in superiorità numerica e ora dovrà rinunciare al centrocampista almeno nella trasferta di Salerno.
In definitiva due cartellini rossi, cinque gialli (compreso Inzaghi) e due espulsioni dalla panchina sannita sono il segnale che qualcosa non ha funzionato.



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