La convinzione da Padova: “A Perugia serata no, ma abbiamo fatto noi la partita”

Il difensore Pelagatti al termine della partita vinta 3-0 dal Grifo: “Fino al primo gol, loro poco o niente”. Il tecnico Mandorlini: “Preso gol su una palla ferma, il secondo è stato un mezzo infortunio”

Il Padova torna a casa dal “Curi” sconfitto e raggiunto in vetta. Il Perugia si risveglia, dopo una partita giocata magistralmente nel complesso, da primo in classifica  e con gli elogi dei giornali nazionali. I veneti però non ci stanno e rivendicano di aver fatto loro la partita. Sia il tecnico Mandorlini che il difensore Pelagatti sottolineano questo concetto nonostante la partita abbia raccontato un Padova mai veramente pericoloso.

Fino al gol loro abbiamo rischiato con due o tre tiri da fuori sempre per palle perse nostre – sono le parole di Pelagatti riportate da TGbiancoscudatoma la gara l’abbiamo fatta noi. Abbiamo messo almeno 30 palloni in mezzo all’area, ci è mancato l’ultimo passaggio o il tiro in porta”. Vero che il Padova ha tenuto molto il possesso palla, ma per segnare bisogna rendersi pericolosi. Ed i veneti, a differenza del Perugia bravo nel portare l’avversario all’errore e sfruttare gli spazi concessi, non hanno mai chiamato Fulignati a compiere gli straordinari.

A queste considerazioni si aggiungono quelle di Mandorlini: “Nel secondo tempo siamo partiti meglio noi e li abbiamo messi lì. Certo abbiamo commesso qualche errore ma ci può stare. Nel primo tempo e all’inizio del secondo abbiamo rischiato poco per non dire niente: poi si è preso gol su una palla ferma, il secondo è stato un mezzo infortunio e purtroppo la partita è finita lì”             

Da Padova la convinzione è quella di “non fare drammi – come chiede Mandorlini ai suoi- E’ ancora lunga, è andata male una partita ma siamo sempre lì”. Pelagatti guarda al futuro: “Questa partita ci serva da lezione”.

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Roberto
Roberto
5 anni fa

Brutta bestia la presunzione: Mandorlini chi non lo conosce (in negativo), l’altro, Pela-gatti, che dire, quando non si vogliono riconoscere i meriti dell’avversario, si resta eternamente dei mediocri.

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