Addio di Formisano al Grifo, il retroscena: il saluto di Faroni tra le lacrime di Giugliarelli e dei grifoni

Un lunedì mattina di grandi emozioni nello spogliatoio prima dell'arrivo di Zauli che ha dato il via al nuovo corso

Fuori dallo spogliatoio quasi un plebiscito, con i cori e la contestazione del dopo-Milan Futuro che hanno indotto Javier Faroni e i suoi collaboratori a cambiare rotta rispetto alla ferma posizione tenuta in precedenza, quella di non cambiare la guida tecnica del Perugia anche di fronte ai risultati negativi degli ultimi tempi. Un ribaltone sul quale la volontà di un intero stadio ha avuto un peso, al punto che Faroni ha voluto agire probabilmente anche con l’intenzione di mandare un ulteriore segnale, l’ennesimo (impossibile non coglierli, tanto sono evidenti) di discontinuità con il passato rappresentato da Massimiliano Santopadre, l’ex presidente che Alessandro Vittorio Formisano lo aveva scelto. Ma in pochi sanno che in realtà il rapporto tra Formisano e Santopadre era molto contrastato e tutt’altro che idilliaco.

Tant’è, il calcio non aspetta e non perdona, i risultati non sono stati all’altezza e la prestazione con il Milan Futuro non ha fornito alternative. A Formisano la notizia dell’esonero sarebbe stata comunicata nella notte tra domenica e lunedì e al mattino il tecnico ha trovato l’intera rosa ad attenderlo nello spogliatoio. Davanti al gruppo al completo il presidente Faroni sarebbe stato il primo a pronunciare parole di commiato ma anche di riconoscenza e di stima nei suoi confronti. Mentre il successivo discorso del direttore sportivo Jacopo Giugliarelli, che pure ha preso la decisione e individuato il sostituto ma che con Formisano ha condiviso un lungo cammino, sarebbero invece state interrotte dalle lacrime, sue e del folto gruppo dei giovani biancorossi che il tecnico ha allevato per cinque anni, fino a propiziarne lo sbarco e il debutto in prima squadra.

Ragazzi che lunedì hanno perso il maestro che li ha cresciuti e accompagnati fino al calcio dei grandi. L’avventura perugina del più giovane tecnico del calcio italiano si è così conclusa dopo cinque campionati nel settore giovanile e due mezze stagioni in prima squadra che valgono per dieci, tanto sono state intense, contrastate e ricche di difficoltà ed eventi. Un periodo che potrebbe rappresentare per Formisano un trampolino di lancio, ma soprattutto un fattore di crescita esperienziale, umana e professionale di non lieve entità.

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1 anno fa

…formisano, piange…dovrà trovarsi un lavoro serio🤣🤣🤣🤣🤣

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1 anno fa

Formisano troppa troppa teoria leggeva troppi libri di calcio giocatori in campo con ruoli che non gli appartenevano sembravano allo sbando e di non sapere cosa fare

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1 anno fa

Il peggio viene sempre dopo ……

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1 anno fa

Giugliarelli ha pianto?
Sapesse quanto abbiamo pianto noi tifosi a vedere le sue squadre

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1 anno fa

Và a coje l’oliva che nsè bono manco ta quello

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1 anno fa

Manco se era Mourinho

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1 anno fa

Il peggiore di sempre nella storia del Perugia

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1 anno fa

Dispiace, salutava sempre 😢

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1 anno fa

La teoria la sa tutta, gli manca l’esperienza e un passato da calciatore professionista. Detto questo spero per lui di dimostrare, anche in campo, quanto vale…tra qualche anno lo sapremo.

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1 anno fa

Mah…qualcuno po esse che l’eva afiolato…ma qualcun’altro, non so chi l’abbia notato con me, domenica come si è alzato il coro di contestazione a Pitagora…dalla panchina si son messi ad applaudire!!!

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