L’ex attaccante del Perugia, Samuel Di Carmine, ha parlato ai microfoni di Passione Gialloblù, per commentare la sua avventura al Trento e ciò che ha vissuto nel passato. Ecco le sue parole.
“Sono un finalizzatore, mi diverto solo se vedo la palla in rete. Sarà un mio difetto, ma se non avessi ancora dentro quel fuoco avrei smesso di giocare. Due stagioni fa volevo smettere di giocare, è morto improvvisamente il mio babbo e mi è crollato il mondo addosso: ho attraversato un momento buio, in fondo avevo sempre giocato per lui, ma poi ne sono uscito. La maglia numero 13? L’ho scelta perché è la data di nascita di mia moglie, mi porterà bene”.
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Davano tutti colpa solo alla società, ma in realtà è un po’ tutto l’ambiente perugino che è diventato uno schifo!
Uno dei pochi attaccati alla maglia e alla città e nonostante ciò tutti a rompergli le palle di continuo…….grande bomber…….sono felice per lui
Grande Samuel….a Perugia tutti a rompergli le p….ed era finitooooo magari averlo.avutooooo…felicissima per lui
L ennesima prova che i calciatori lontano dall’ ambiente malsano(inteso come ignorantume…grezzume offensivo )come quello di Perugia rinascono.di Carmine,Mazzocchi,casa sola,portiere Gori sempre miracoloso a la spezia …solo per citare gli ultimi esempi…. e’ risaputo,le decine che sono passati e andati via dicono peste e corna dell’ ambiente .
Bèh certo due critiche de tifosi (che succede ovunque,non è che a Perugia siamo più ignoranti di altri..cosi tanto per dire…dalle altre parti infatti te menano direttamente..)ha fatto retrocedere la squadra…mica colpa dei giocatori e di chi li ha comprati.. infatti ne stiamo pagando ancora le conseguenze oggi…macerie tecniche e economiche e strutturali….ma giustamente è colpa dei tifosi social….dai posate il fiasco che è ora passata
purtroppo siamo noi ad essere ormai in depressione… sono contento per lui…
La depressione che regna attorno al grifo è contagiosa
Già 9 gol a perugia per tanti era ormai bollito