Stavolta non ci sono stati miracoli in extremis. La Triestina non è riuscita a pagare entro le 24 del 1° luglio gli stipendi e i contributi dei tesserati relativi al mese di maggio: avrebbe dovuto versare 1,4 milioni di euro, ma nessun bonifico è partito dalla società che fa capo al presidente Benjamin Lee Rosenzweig.
La situazione diventa particolarmente complicata, per non dire disperata. Innanzitutto perché arriverà una nuova penalizzazione (dai 3 ai 6 punti) che andrà a sommarsi al -7 già inflitto a causa degli inadempimenti amministrativi relativi alla passata stagione, ma soprattutto perché tutto ciò scatenerà inevitabilmente un fuggi fuggi generale. A cominciare da quello del direttore sportivo Daniele Delli Carri. E con lui potrebbe lasciare prima di tuffarsi in questa avventura anche l’allenatore in pectore, vale a dire Giorgio Gorgone.
Non finisce qua, perché a causa dello sforamento dell’indice di liquidità, la Triestina ha il mercato bloccato. Per mettersi in regola in sostanza la società avrebbe dovuto versare in conto capitale o tramite prestito soci una somma superiore ai 4 milioni. Cosa che non ha fatto. Tra l’altro il primo agosto c’è l’ultima scadenza che chiude la stagione 2024-’25, quella degli stipendi di giugno: se non pagherà e se non salderà il pregresso, il club giuliano andrà incontro all’esclusione del campionato. Un nuovo caso Turris (o Taranto, se preferite) all’orizzonte?


