Media-day, Nwanege: “All’inizio non ho avuto fortuna. Perugia, puoi fare molto di più e arrivare lontano”

"Il rigore con il Guidonia una carambola, il fallo di Sestri involontario e meno pericoloso di quello che è sembrato. E sono qui anche grazie ad Amoran..."

Il Perugia ha dato il via alla prima edizione assoluta del Media-day. Su iniziativa del Direttore Generale del club Hernan Garcia Borras e con l’apporto dell’addetto stampa Francesco Baldoni, nella splendida location di un salone dedicato dell’hotel San Gallo alle porte del centro storico di Perugia, tutti i media cittadini hanno potuto avere a disposizione per due ore l’intera rosa della prima squadra e il tecnico Vincenzo Cangelosi. Si tratta di una iniziativa nata anni fa per l’Nba e che il Calcio ha di recente mutuato dal Basket e dal Volley, di cui il Dg biancorosso è stato dirigente ed è ancora oggi appassionato, realizzandola ad esempio per l’ultima Champions League, mentre anche il Pisa neopromosso in serie A ne ha mandata in onda una sua versione pochi giorni fa. Per i media perugini è stata l’occasione di realizzare interviste diverse dal solito, incentrate ancor prima che sul calcio sulla vita privata dei giocatori, sulle loro passioni ed emozioni, con il chiaro intento di renderli più vicini alla realtà in cui sono chiamati ad esprimersi. Una iniziativa riuscita, da affinare e ripetere. E che merita un plauso.

Karlson Mukum Nwanege, 20enne difensore svedese di origini camerunensi che ha scontato la squalifica e a Ravenna tornerà a disposizione, è stato tra i protagonisti nel pomeriggio del Media-day ed ha parlato volentieri del suo debutto nel calcio professionistico e delle prospettive con la maglia del Perugia, rispondendo in buon inglese alle nostre domande.

Che impatto ha avuto con Perugia e il Perugia? “Mi sono trovato subito molto bene appena arrivato e ringrazio tutti per l’accoglienza, la prima difficoltà è stata questo cartellino rosso che ho rimediato nel match di Sestri Levante. Per me questa di Perugia è una grande opportunità, una bella storia per farmi crescere, per diventare quello che vorrei diventare”.

E’ arrivato a Perugia senza avere mai giocato con i grandi ma di lei si parla benissimo e Meluso crede fortemente nelle sue possibilità. Che tipo di giocatore è?Di base sono un buon difensore, con buoni piedi, mi piace attaccare, posso fare entrambe le cose. Sono felice che il Dt parli bene di me e che mi abbia dato l’opportunità di giocare in questo team e in questi ruoli”.

Come è arrivato in Italia? E’ una lunga storia, venni in Italia per un provino giusto per vedere come funzionava, ma mi sono ritrovato in un paese bellissimo con bella gente, mi sono trovato bene e sono rimasto. Il Verona mi ha dato la chance di crescere, di continuare a giocare e diventare un giocatore”.

In quale ruolo si trova meglio?Posso giocare in tutti i ruoli della difesa a quattro, anche se la maggior parte delle volte ho giocato come centrale di destra, nella difesa a tre posso fare il braccetto. La mia posizione preferita però è fare il centrale”.

L’impatto con il calcio dei grandi è stato sofferto. Nella prima partita un suo intervento ha portato al rigore, nel secondo match ha giocato molto bene ma poi si è fatto espellere. “Sì, in occasione del rigore l’avversario ha rovesciato, il pallone è carambolato prima sulla mia testa e poi sulla mano, per me non era rigore perchè il mani è stato del tutto involontario. Nella seconda partita volevo fermare il pallone ma l’avversario non ha tirato indietro la gamba e ha continuato l’azione, anche rivedendolo è sembrato un intervento più pericoloso di quella che realmente era, non ho voluto colpirlo intenzionalmente”.

Di sicuro non è stato fortunato in questo debutto. Un anno fa le stesse difficoltà le incontrò Amoran.Lo conosco bene, è un amico. Gli ho chiesto di Perugia, della gente e della città, mi ha risposto cose molto belle, che Perugia è una bellissima città e ha una bella squadra e una grande tifoseria che viene allo stadio e ti incita con calore. Mi ha dato davvero solo informazioni positive”.

Il suo giocatore pefererito?In assoluto Lionel Messi. Come difensore il mio idolo è Alphonso Davies del Bayern Monaco”.

Si trova a Perugia da solo o con la famiglia?Sono arrivato da solo, la mia famiglia è in Svezia anche se ci sentiamo ogni giorno. Ho i miei, una sorella più grande e tre giovani fratelli, con me siamo cinque figli. Io sono il più grande dei maschi e ho la responsabilità dei ragazzi”.

Che futuro aspetta questo Perugia?Nelle partite che abbiamo giocato abbiamo avuto la predominanza territoriale e del possesso palla, dobbiamo segnare più gol ma giochiamo bene, non so dove arriveremo ma so che dobbiamo continuare a spingere e crederci per arrivare il più lontano possibile. Cangelosi? Un tecnico preparato e un uomo calmo, non urla e ti fa sentire al sicuro, non ti fa pesare gli errori ma ti spinge a dare il meglio”.

 

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Fabio
Fabio
6 mesi fa

L’ha mandato Amoran…per proseguire il lavoro.

ETA BETA
ETA BETA
6 mesi fa

Continuo ha ripetere che il problema principale è che non abbiamo i due braccetti. Se vede che non funziona

El Alamein
El Alamein
6 mesi fa

Mancò la fortuna, non il coraggio

Astorre
Astorre
6 mesi fa

Un bravo ragazzo, sembra che abbia talento. Peccato sia l’ennesimo prestito e non sia di proprietà

sologrifo
sologrifo
6 mesi fa

me ce viene da ride, direi per fortuna.

Andrea
Andrea
6 mesi fa

A chiacchiere siete tutti campioni del mondo…. Fuori gli attribuiti !!!!

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