“Ho sempre considerato Perugia “casa”, dove scrivi la tua storia e metti il cuore. Ai giovani dico: quando indossate quella maglia rappresentate qualcuno e per loro significate tanto. Grazie a Perugia e a chi coltiva la memoria di mio padre. Oggi la mia famiglia ha ricevuto un regalo inestimabile dalla città, dalla società, dal Comune, dai tifosi. Chi entra al Curi segua l’esempio del suo capitano, Libero per sempre“.
Non poteva usare parole migliori Alex Frosio, figlio del grande storico e leggendario capitano del Perugia Pierluigi e giornalista de La Gazzetta dello Sport, accompagnato nell’occasione da mamma Nadia, per ringraziare tutta la città di Perugia, le istituzioni e la società biancorossa per aver dedicato l’area dello spogliatoio a suo papà. L’evento ha concluso la due giorni dedicata alla ricorrenza dei 50 anni dello stadio Curi dal titolo “Curi 50, 50 anni insieme – uno stadio, una città, una storia di sport“ organizzata dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con il Perugia Calcio, il Museo del Grifo, l’AC Progetto Immaginario ed altri partners.
“Passano atleti, dirigenti, allenatori, ma il testimone è colui che si identifica con la città e noi lo abbiamo avuto con Piero – ha dichiarato visibilmente commosso l’assessore allo sport del Comune di Perugia Pierluigi Vossi -.Piero non è stato solo un grande giocatore ma è stato prima di tutto un istruttore e noi atleti, tifosi, cittadini e i suoi compagni di squadra abbiamo avuto la fortuna di averlo visto da vicino”.
A dare la benedizione don Mauro Angelini davanti a tifosi, simpatizzanti, amici di famiglia ed ex compagni come Franco Vannini e Claudio Tinaglia ma anche l’avvocato Molinari, Francesco Ghini, Rino Luchini. Presenti, come sempre, Clelia e Sabrina Curi, Grazia Ceccarini, vedova del “Tigre”, tutta la squadra attuale del Perugia e la dirigenza rappresentata dal direttore area tecnica Mauro Meluso.









Ho visto che cerano anche gli scarsi dei giocatori attuali alla cierimonia. Non degni via
Uomini e calciatori di cui, come suol dirsi, si è perso lo stampo. Ciao, capitano