Ai microfoni di TMW Radio, durante il programma “A tutta C”, l’ex allenatore del Grifo, Roberto Breda, ha offerto un’analisi approfondita della prossima sfida Perugia–Livorno, che chiuderà l’undicesima giornata del campionato di Serie C, ma anche più in generale del momento che sta vivendo il club biancorosso.
Breda, che in passato ha guidato entrambe le formazioni, ha sottolineato come la partita del Curi metta di fronte due realtà storiche ma con percorsi differenti. “Vengono da percorsi diversi – ha spiegato –. Il Livorno, pur con una grande tradizione, arriva dai campionati minori; il Perugia invece, dopo la retrocessione dalla Serie B, sta facendo più fatica. Piazze come queste, abituate a un certo livello, vivono momenti complicati se non riescono a mantenere certi standard. Anche Braglia, che è un tecnico esperto, ha trovato difficoltà. Sarà una partita interessante anche dal punto di vista emotivo, perché Tedesco è arrivato da pochissimo, ma se c’è uno che può trasmettere cosa significhi giocare nel Perugia, è proprio lui. È stato capitano, ha fatto la storia del club e ha un forte senso di appartenenza. Mi piace questa scelta: è un tecnico che ha maturato esperienza all’estero e ora ha un’occasione che merita. Bene anche il ritorno in società di Gaucci e Novellino: sono persone competenti e legate alla storia del club. Credo che per i ragazzi del Perugia questa gara sarà soprattutto una questione di orgoglio e motivazioni”.
“Non è un’operazione nostalgia, Tedesco ha esperienza vera”
L’ex tecnico del Perugia ha poi risposto a chi paragona il ritorno di Giovanni Tedesco a un’operazione nostalgia, come quella della Sampdoria con Foti. “Sembrano situazioni simili, ma non lo sono – ha chiarito Breda –. Tedesco ha già un percorso da allenatore principale, con esperienza diretta sul campo. Foti, alla Samp, invece è alla prima vera esperienza e finora ha fatto il secondo. È un uomo di calcio, conosce l’ambiente e le dinamiche di uno spogliatoio, ma è chiaro che serve tempo per sbagliare e crescere. Solo che farlo in piazze come Genova o Perugia è molto più complicato. Chi prende certe decisioni sa che il rischio è alto, ma fa parte del mestiere. Anche all’Inter con Chivu c’è una componente di rischio, ma è questo il bello del nostro lavoro: pensare positivo, mettersi in gioco, anche quando la situazione è delicata come oggi a Perugia o Genova”.
“Gli allenatori pagano troppo, ma servono responsabilità condivise”
Breda ha poi affrontato il tema dei frequenti cambi in panchina in Serie C, commentando i tre avvicendamenti tecnici già avvenuti in casa Perugia nelle prime dieci giornate. “È vero, gli allenatori spesso pagano più del dovuto, ma chi fa questo mestiere sa che può accadere – ha detto –. Sarebbe giusto che le società supportassero di più i propri tecnici e che anche i giocatori si assumessero maggiori responsabilità. È troppo facile addossare tutto al mister. Tuttavia, un allenatore deve sempre credere di poter uscire dalle difficoltà. La società perfetta non esiste, in nessuna categoria. A volte lavori con gruppi limitati, ma il compito è proprio quello: trovare soluzioni, cambiare strada, provare a fare i “miracoli sportivi”. Tedesco può portare quella fame e quella voglia di rivalsa che servono per far scattare qualcosa nel gruppo, come successo in passato con allenatori capaci di trasformare la passione in risultati.»



I nostri giocatori sono morti di sonno
Tra tutti L unico e verrò tecnico Cristian Bucchi
Credo che sia l ultima spiaggia. Speriamo bene è da un che speriamo troppo tempo che speriamo bene
Ecco forse lui poteva fare qualcosa
Speriamo…
Breda ha sempre belle parole per il Grifo. Maledetto quel derby perso clamorosamente in casa, fu lo spartiacque per un possibile ritorno in serie A…..
Le chiacchiere le porta via il vento…. Fatti…. Solo fatti