Antonio Zappi, da poco più di un anno al vertice dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), è stato deferito dalla Procura federale con l’accusa di aver esercitato pressioni indebite sui designatori arbitrali della Serie C e della Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, per costringerli alle dimissioni e favorire così la nomina di Daniele Orsato e Stefano Braschi. I due, oggi rispettivamente responsabili degli arbitri di terza e quarta serie, hanno effettivamente preso il posto dei designatori uscenti, confermando quanto ipotizzato nell’indagine.
La Procura ha ricostruito i fatti a partire da un esposto presentato da un ex arbitro della sezione di Macerata, poi ritirato, ma che ha trovato riscontro diretto nelle dichiarazioni di Ciampi e Pizzi. I due ex designatori hanno riferito agli inquirenti di aver subito pressioni documentate, anche attraverso messaggi Whatsapp, da parte di Zappi, che avrebbe perfino suggerito il testo delle lettere di dimissioni, in modo che apparissero spontanee e non imposte.
“Non lo sono state del tutto”, ha dichiarato Pizzi, mentre Ciampi ha raccontato agli investigatori di aver avuto una crisi di nervi a seguito della vicenda, aggiungendo: “Ho pianto”. Entrambi hanno anche segnalato importanti danni economici derivanti dal cambio di incarico: 30 mila euro in meno per Pizzi, 10 mila per Ciampi.
Un elemento chiave dell’indagine è l’accusa secondo cui Zappi avrebbe promesso ai due la conservazione del medesimo compenso, pur cambiando mansione, senza però avere l’autorità per garantire tali condizioni economiche.
In un tentativo di evitare conseguenze più gravi, Zappi ha proposto il patteggiamento, ma la Procura federale ha rigettato la richiesta. Ora l’ex arbitro, già colpito in passato da 10 mesi di inibizione, affronta un processo disciplinare che potrebbe portare a sanzioni superiori ai due mesi. In tal caso, secondo quanto stabilito dallo Statuto della FIGC, scatterebbe automaticamente la decadenza dalla carica di presidente AIA.
Il procedimento è iniziato, e nei prossimi giorni verranno ascoltati i protagonisti della vicenda. La posizione di Zappi, alla luce delle testimonianze e dei documenti raccolti, appare particolarmente compromessa.



Gravina dovrebbe dimettersi
Che schifo