Non è certo questo il momento di salire sulle montagne russe degli stati d’animo e degli umori nefasti. Il momento del Perugia, reduce da un doppio passo falso casalingo proprio quando avrebbe dovuto sfruttare l’occasione della sfida con Bra e Gubbio al “Curi” per il salto di qualità atto ad uscire dalle secche, è indubbiamente delicatissimo, specie alla luce di una evidente labilità psicologica del gruppo biancorosso. Capace dall’avvento di Giovanni Tedesco di esaltarsi a tratti nelle sfide vinte contro Vis Pesaro e Forlì, di dare di sé un’immagine solida e combattiva contro l’Arezzo capolista e in casa del tostissimo Guidonia, così come di dissolversi come neve al sole a fronte della prima negatività come i jolly pescati da Vallocchia e La Mantia nei derby, la rete nel finale di una sfida mediocre a Campobasso oppure ad Alessandria contro la baby-Juve.
I punti fermi e indiscutibili
A fronte di una squadra che di equilibrio ne ha poco, sarà una pizza storica, blasonata e matura come quella perugina ad adottarlo indicando ai grifoni la strada della salvezza per evitare la perdita del professionismo. Una strada che non può prescindere dalla combattività, dalla voglia di lottare e sì, anche dalla fiducia nei propri mezzi, sicuramente mediocri e parziali ma altrettanto sicuramente al livello delle altre sei concorrenti nella lotta per non retrocedere, anzi, mezzi portati alla luce solo dall’avvento di Tedesco, Gaucci e Novellino dopo i precedenti tentativi a vuoto di altri allenatori e dirigenti.
I punti di arrivo e quelli di partenza
Preso atto del fatto che non c’è una forza economica tale da mutare le sorti del Perugia attraverso il mercato (dove per inciso Riccardo Gaucci sta facendo miracoli, specie in uscita), deve essere un mantra per tutti: mai dimenticarsi da dove siamo partiti, mai perdere di vista dove si vuole arrivare. Il punto di partenza: le sette sconfitte consecutive da cui sembrava impossibile rialzarsi, tra de profundis e invettive; il punto di arrivo: una salvezza all’ultima giornata tra mille sofferenze. Uscire da questi due contesti significa entrare nel pericoloso e controproducente campo della fantasia.
I punti indispensabili
Dopo le prossime due partite sulla carta proibitive contro Ascoli e Ravenna, dalle quali ovviamente si dovrà fare di tutto per tirare fuori qualcosa di buono anche per non peggiorare ulteriormente una situazione già difficilissima, il Perugia si giocherà tutta la stagione in un mese dall’8 febbraio in avanti: due trasferte consecutive a San Benedetto del Tronto (scontro diretto) e Piancastagnaio (turno infrasettimanale), poi contro Carpi e Pineto in fila al “Curi”, nella trasferta in casa del Livorno e nella successiva sfida casalinga contro il Pontedera il 9 marzo. Altre sei partite in un mese esatto in cui il Perugia dovrà trovare la forza di mettere insieme dai 12 ai 14 punti, meglio 16, per avere la certezza di uscire nuovamente e definitivamente dalla zona-playout. Potrà farlo solo credendo nei propri mezzi, prendendo atto della necessità di compattarsi, con l’aiuto della sua tifoseria sugli spalti (che non è mancato mai), dando forza a chi ne ha (Tedesco, Novellino e Gaucci) e allontanando le negatività da un gruppo chiamato a dare il massimo per quella che sarà una vera impresa.



Non sarà un portierone, ma sul goal del Gubbio, dove stava la difesa???
Il primo a tre metri dall’ attaccante!
A me mi sembra strano che non si riesce a trovare un portiere al posto di gemello.
E poi i braccetti? Ce li abbiamo incomplete.
Caro aretino, complimenti per il vostro campionato praticamente siete già in serie B. Fate bene a festeggiare …..ora non vi resta che puntare alla serie A il prossimo anno e qualificarvi per l Europa league Dopo questo potrete parlare del Perugia
Attualmente hai ragione, il futuro non si conosce, ma finché non fai altrettanto zitto e a voglia pedalare
Tu non sei mai esistito pensa un po’
Ripeto..tu sei 30 anni che ci guardi da altre categorie….una volta ogni 30 anni può capitare… memoria corta… sicuramente hai 11 Anni
L’impresa è continuare a guardarvi!
Due partite interne con squadre non proibitive un punto, non siamo messi benissimo.
Ma smettiamola con queste critiche al portiere, siete patetici, guardate e parlate con i fatti, rivedete dalla prima partita ad oggi quanti errori può aver fatto Gemello, non aprite la bocca come le oche, solo per starnazzare.
Sono tutte sfide proibitive il campo parla ricordo che in casa abbiamo imbrigliato l’Arezzo…
Chiamate l’ACI
Post azzeccatissimo in cui condivido ogni singola lettera, il resto è noia mortale come i social che sparlano e sparlano