Gianfranco Zola ha illustrato la proposta di riforma dei settori giovanili della Lega Pro intervenendo a Sky Calcio Unplugged, il podcast di Sky Sport condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi. L’ex campione azzurro, oggi vicepresidente della Lega Pro, ha spiegato i contenuti di un progetto sviluppato negli ultimi tre anni insieme ai club della categoria con l’obiettivo di migliorare il percorso dei giovani calciatori verso il professionismo.
“Fondamentalmente consiste nello stimolare le società economicamente a dare più attenzione a tutto quello che fanno nei settori giovanili”, ha dichiarato Zola, spiegando che la riforma prevede incentivi economici più elevati per le società che valorizzano in prima squadra giocatori cresciuti nel proprio vivaio.
Il nuovo sistema introdurrebbe infatti premi quadruplicati rispetto al passato per i club che impiegano giovani formati internamente, con investimenti mirati su tecnici, preparatori, strutture e impianti.
Il problema del passaggio in prima squadra
Uno dei temi centrali affrontati da Zola riguarda la difficoltà del salto tra settore giovanile e calcio professionistico. “Tu puoi essere anche il miglior giocatore della Primavera ma quando arrivi in prima squadra non sei pronto”, ha dichiarato, sottolineando come solo pochi talenti riescano ad affermarsi immediatamente ad alto livello.
Zola ha ricordato che in passato la Serie C rappresentava una fase decisiva nella crescita dei giovani calciatori italiani, mentre oggi il percorso risulta più complesso anche a causa dei cambiamenti del calcio moderno. “A livello di settori giovanili siamo bravi, il problema è che pochi giocatori hanno giocato nelle proprie prime squadre di livello”, ha osservato.
Il ruolo delle seconde squadre
Nel corso dell’intervento, il vicepresidente della Lega Pro ha espresso una valutazione positiva anche sul modello delle seconde squadre. “Palestra, Bartesaghi, Yildiz, Miretti, Fagioli: tutti hanno fatto parte della seconda squadra e poi hanno giocato in Serie A”, ha spiegato Zola, indicando alcuni esempi di giocatori cresciuti attraverso questo percorso.
Secondo l’ex attaccante, le seconde squadre rappresentano uno strumento utile sia per la crescita dei giovani sia per il rafforzamento della stessa Lega Pro. “È una collaborazione che va molto bene”, ha aggiunto.
“Serve investire sul futuro”
Zola ha infine definito la riforma come un progetto di lungo periodo destinato a costruire nuove opportunità per il calcio italiano. “Noi abbiamo bisogno di un futuro e quindi dobbiamo investire in quello che verrà dopo”, ha concluso. “Bisogna creare un percorso che porti i ragazzi a giocare in prima squadra, perché se il loro percorso finisce in Primavera o Juniores non abbiamo capito nulla”.
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Alla fini sempre un servo rimane mensionando le seconde squadre.