Non solo Grifo – Zola: “Club di C da sostenere, fanno un lavoro fondamentale”

Il vicepresidente della Lega Pro è tornato a parlare della riforma che porta il suo nome

Gianfranco Zola lega pro

Gianfranco Zola ha spento 60 candeline nella giornata di domenica, ma il suo pensiero resta proiettato molto più avanti della semplice celebrazione personale. L’ex attaccante, ora vicepresidente della Lega Pro, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per parlare della cosiddetta Riforma Zola.

Il tema è centrale per il calcio italiano: valorizzazione dei giovani, responsabilità dei club, crescita dei territori e ruolo della Lega Pro dentro l’intero sistema. Zola, con il tono pacato che lo ha sempre accompagnato anche da calciatore, ha scelto parole chiare: il percorso è avviato, le società stanno rispondendo e il lavoro quotidiano merita maggiore riconoscimento.

“Per ora siamo contenti. Ce la stiamo mettendo tutta”, ha spiegato Zola, evidenziando soprattutto il senso di responsabilità maturato dalle società coinvolte. Non una riforma calata dall’alto come un regolamento freddo, ma un tentativo di costruire consapevolezza dentro un movimento spesso raccontato solo attraverso problemi economici e difficoltà gestionali.

La Lega Pro tra fragilità e valore nascosto

Nel suo intervento, Zola ha riconosciuto senza giri larghi che la Lega Pro convive con molte criticità. Costi elevati, ricavi limitati, bilanci difficili e presidenti spesso chiamati a sostenere personalmente debiti e spese. Ma proprio dentro questa fragilità, l’ex fantasista ha individuato anche una forza enorme.

La Lega Pro, ha ricordato, conta 60 squadre distribuite in tutta Italia. Non sono soltanto società sportive: sono presidi territoriali, luoghi di formazione, piccoli motori sociali. Ogni club, nel proprio contesto, prova a produrre valore investendo nei settori giovanili, nelle strutture e nelle persone che accompagnano la crescita dei ragazzi.

È qui che il discorso di Zola assume un significato più ampio. Il calcio di terza serie non è soltanto anticamera del professionismo più ricco. È una rete di botteghe tecniche e umane, dove i giovani imparano il mestiere, ma anche disciplina, responsabilità e appartenenza.

Società da aiutare, non solo da giudicare

Uno dei passaggi più forti riguarda la necessità di sostenere maggiormente le società di Lega Pro. Zola ha sottolineato come molti presidenti si facciano carico direttamente dei costi e dei debiti, portando avanti realtà che spesso spendono tanto e guadagnano poco.

Per questo, secondo l’ex attaccante, questi club andrebbero aiutati. Non per assistenzialismo, ma perché svolgono una funzione fondamentale per tutto il calcio italiano. Senza la base, senza i campi di provincia, senza tecnici, dirigenti, formatori e strutture locali, anche il vertice rischia di diventare un palazzo elegante costruito sulla sabbia.

La Riforma Zola punta proprio a responsabilizzare, valorizzare e orientare il sistema verso una crescita più sostenibile, con particolare attenzione alla formazione dei giovani.

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1 Commento
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3 mesi fa

E già, ma quaggiù arrivano solo le ossa da rodere…togliete una parte delle commissioni ai procuratori, la scorsa finestra di mercato estiva i signori procuratori si sono beccati 240milioni di commissioni, pensa se una parte di questi soldi fosse ridistribuita per la serie C

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