Angelozzi torna a Perugia: da Gaucci al sogno Baggio fino alla nuova sfida con lo Spezia

Il D.t. aquilotto è il grande ex della sfida di domani sera al "Renato Curi": un dirigente che vuole riportare la chiesa al centro del villaggio per rilanciare il Club di via Melara dalle fondamenta

Ci sono partite che vanno oltre il risultato e diventano un viaggio nella memoria. La sfida di domani sera al “Renato Curi” tra Perugia e Spezia rappresenterà per Guido Angelozzi un appuntamento dal forte valore emotivo e personale che affonda le sue radici in un calcio che, forse, oggi non c’è più.

Come raccontato da Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX, il direttore tecnico aquilotto ritroverà Alessandro Gaucci, tornando idealmente a un capitolo importante della sua lunga carriera da dirigente. Un ritorno alle origini, tra ricordi, rapporti costruiti nel tempo e una storia professionale iniziata più di vent’anni fa.

L’esperienza con Luciano Gaucci e il sogno chiamato Baggio

Angelozzi arrivò al Perugia nell’estate del 2004, chiamato dal vulcanico presidente Luciano Gaucci, padre di Alessandro. Rimase in Umbria fino al dicembre 2005, prima del trasferimento al Lecce.

In qualità di responsabile dell’area tecnica del club biancorosso visse due stagioni complicate, lavorando prima con Serse Cosmi e poi con Stefano Colantuono. Un periodo concluso con la finale playoff di Serie B e successivamente con il fallimento della storica gestione societaria.

Tra gli episodi più curiosi di quella esperienza resta il sogno, forse irrealizzabile ma tipico del personaggio che era Luciano Gaucci, di portare Roberto Baggio al Perugia. Il campione aveva appena chiuso la propria carriera ufficiale con il Brescia, ma il presidente umbro provò comunque a convincere Angelozzi a tentare l’impresa. Il dirigente siciliano lavorò al progetto per alcune settimane, prima di dover comunicare a Gaucci che l’operazione non sarebbe stata possibile: il “Divin Codino” fu irremovibile, le sue ginocchia martoriate non gli consentivano di continua a correre dietro a un pallone per dipingere calcio su un prato verde.

Dalla famiglia Gaucci allo Spezia: un filo che si riannoda

Quella di Perugia non fu l’unica tappa legata al mondo Gaucci. Anche il successivo passaggio a San Benedetto del Tronto nacque proprio grazie alla famiglia umbra, che aveva interessi nella società marchigiana.

Un filo della carriera che torna così a intrecciarsi con il presente. Angelozzi arriva al “Renato Curi” dopo aver ricevuto negli ultimi mesi importanti attestati di stima dalla piazza spezzina, culminati nella risposta dei tifosi attraverso la campagna abbonamenti e lo striscione comparso allo stadio “Alberto Picco” per ringraziarlo del lavoro svolto dal suo ritorno nel Club di via Melara.

Un dirigente lontano dagli algoritmi: esperienza e conoscenza del calcio

L’Angelozzi di oggi non è poi così diverso da quello che vent’anni fa lavorava al Perugia. Cambiano gli anni e le responsabilità, ma resta immutata la filosofia: osservare, conoscere e valutare direttamente i calciatori.

Angelozzi appartiene ancora alla “vecchia scuola” dei direttori sportivi sportivi italiani legata alla competenza sul campo più che ai numeri degli algoritmi. Una carriera costruita viaggiando in tutta Italia, scoprendo talenti e realizzando operazioni capaci di produrre risultati sportivi ed economici. Al suo fianco oggi può contare su una rete di collaboratori e osservatori, tra cui Gianluca Longo e lo spezzino ed ex calciatore aquilotto Mattia Biso, elementi fondamentali di un sistema nel quale però l’ultima decisione resta sempre nelle mani del direttore.

La ferita del 2020 e la nuova missione Spezia

Nella storia recente di Angelozzi c’è anche un capitolo rimasto sospeso. Il 21 agosto 2020, dopo la storica promozione dello Spezia in Serie A, il dirigente venne sorprendentemente sollevato dall’incarico dalla proprietà guidata da Gabriele Volpi, che affidò il ruolo a Mauro Meluso.

Una separazione inattesa dopo il lavoro che aveva portato gli Aquilotti al massimo campionato italiano per la prima volta nella loro storia, una separazione avvenuta proprio mentre Angelozzi stava preparando nuove operazioni di mercato. Oggi il dirigente catanese è tornato al centro del progetto Spezia, chiamato a ricostruire una squadra e risanare una situazione economica complicata dopo le folli operazioni di mercato portate avanti dall’ex D.t. Eduardo Macìa. Il nuovo percorso è appena iniziato, ma le basi del progetto sono state gettate.

Perugia-Spezia, una sfida tra passato e futuro

La trasferta del “Renato Curi” sarà quindi molto più di una partita per Guido Angelozzi. Sarà un ritorno alle origini, un incontro con il passato e allo stesso tempo un passaggio importante verso il futuro dello Spezia. Un futuro che il dirigente aquilotto vuole costruire con il metodo che lo ha accompagnato per tutta la carriera: lavoro, conoscenza del calcio e capacità di trasformare le idee in risultati.

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