Così Giuseppe Carriero del Perugia davanti alle telecamere di Umbria Tv dopo la manita del Molinari contro il Campobasso: “Di chi è il gol? Io dal campo ho visto una deviazione veramente leggera, me lo prendo perchè dopo due anni da play ho trovato un tecnico che mi fa fare il mio ruolo, i gol li ho sempre fatti e ci tengo anche se vedo che lo hanno dato a Langella…”. Venerdì al Curi arriva il Pescara, potrebbe trovare più spazio? “Non so, cerco di fare il massimo quando chiamato in causa, provare a dare una mano a compagni, mister e ambiente, sono uno combattivo, anche se non gioco non cambio certo atteggiamento. Poi se gioco sono contento ma abbiamo grandi giocatori, c’è tanta concorrenza, mi metto a disposizione e si preparano le partite anche in base all’avversario”.
Venerdì sera ci saranno 8-9.000 persone al Curi. Che differenze trova con Salerno? “Qui c’è un calcio più sano, i tifosi sono caldi come a Salerno però c’è più tranquillità, meno pressione, sono tifosi veri nei 90′ e in settimana rispettano la vita personale, ti fanno vivere più serenamente”. Diana ha detto che meritava la sua chance perchè scalpitava, un atteggiamento giusto. “Grazie, spero di avere ripagato la sua fiducia, è il mio pane e non mancherà mai, se sto bene sono questo e se riesco anche a segnare sono più felice, ho un ruolo dispendioso, a volte la lucidità può mancare ma penso di stare facendo cose importanti nelle ultime prestazioni”.
Meglio con due palleggiatori o due mezzali? Cosa cambia? “Dipende da quello che si vuole fare, con due palleggiatori si costruisce più in basso ma si riempie meno l’area, il mister valuta e prova a scegliere al meglio. Io dico che anche con due mezzali come oggi avremmo trovato un primo tempo complicato e sarebbe cambiato poco, il Campobasso ci ha sorpreso con un modulo diverso e abbiamo dovuto prendere le misure, siamo rimasti concentrati e l’abbiamo risolta su palle inattive”.
Il gruppo si è formato solo ad agosto, il vostro processo di crescita a che punto è? “Stiamo dimostrando che ogni partita sembra migliore dell’altra, anche col Vado in campo l’inferiorità numerica non si è vista, quando cresci nelle idee e nella condizione ti aiuta, l’organico è importante ed è giusto ambire sempre a qualcosa di più”.


