Due anni di Faroni: Arenacuri eredita un Perugia solido e strutturato

Ventisei mesi di impegni economici rispettati e risultati sportivi non all'altezza ma che sono serviti a porre le basi a livello di Settore Giovanile, infrastrutture e stabilità economica

Javier faroni perugia

Con la cessione ufficiale del 100% delle quote ad Arenacuri si è chiusa mercoledì l’avventura di Javier Faroni al Perugia, la prima proprietà straniera di sempre del club biancorosso. Una permanenza durata poco più di due anni, dal 7 settembre del 2024 ad oggi, che lascia in eredità un bilancio in chiaroscuro ma anche progressi in molti ambiti.

L’unico rosso: i risultati del campo

Non si può disconoscere come dal punto di vista dei risultati sportivi il bilancio sia negativo. Un cammino sul campo costellata di insoddisfazioni in due stagioni in cui non sono state rispettate complessivamente le attese, la prima targata Mauro Meluso ma anche Triulzi e Piraino, i due agenti che hanno introdotto il proprietario argentino alla realtà biancorossa. Un’occasione sprecata il primo campionato con Formisano, Zauli e alla fine Cangelosi, complessivamente mediocre che avrebbe dovuto gettare le basi del progetto e invece ne ha mostrato ed evidenziato le fragilità nelle dieci giornate del campionato successivo, una delle partenze peggiori di sempre che portò alla rivoluzione, all’addio di Cangelosi e Braglia e all’arrivo di Riccardo Gaucci e Tedesco fino al raggiungimento di una salvezza ancora oggi incredibile per quanto ottenuta all’ultimo tuffo.

Trasformazione, salute finanziaria e crescita sostenibile

Grazie al contributo della comunicazione del club possiamo però ripercorrere e ricostruire anche i consistenti investimenti economici e la profonda trasformazione strutturale, istituzionale e umana del club. Un lavoro lontano dai riflettori del campo che ha finito per gettare le basi per la crescita sostenibile della società, proiettata verso una dimensione moderna, sul modello di club che stazionano molto più in alto. L’aspetto su cui prioritariamente si è lavorato è stato restituire al club la salute finanziaria. Sono stati affrontati e saldati debiti ereditati dalle gestioni precedenti, mettendo al riparo il Perugia da situazioni che in altre città hanno anche portato alla sparizione dal calcio professionistico. E creando un quadro di ordine e trasparenza, che ha permesso di pianificare a medio e lungo termine, con solidità.

La proprietà argentina ha investito in infrastrutture e modernizzazione, con la costruzione di nuovi spogliatoi, il miglioramento dell’accesso al campo da gioco, la sistematizzazione e dotazione degli uffici, l’acquisizione di strumenti ad alte prestazioni per l’area sportiva (dispositivi Gps, telecamera Veo ed ecografo per la prima squadra, ammodernamento dell’area Scouting con strumenti professionali di analisi). Anche in accordo con l’Università degli Studi di Perugia, sono stati inseriti professionisti chiave per lo sviluppo integrale dei giocatori, tra cui psicologhe e nutrizioniste, elevando gli standard di assistenza e accompagnamento all’interno del club. Per far fronte agli aumentati impegni legati alle molteplici attività, è stata inserita una figura aggiuntiva negli uffici centrali del club.

Il ritorno delle leggende e la mano tesa a tifosi e città

Uno dei traguardi più significativi è stato l’avvicinamento di figure emblematiche legate alla storia del club e della città. Sono stati costruiti solidi “ponti” con nomi come Zè Maria, Materazzi, Ravanelli, la famiglia Curi, Novellino, Vannini, Tedesco e Gaucci, riaprendo le porte del club a tutti e recuperando il senso di appartenenza e orgoglio che il Perugia rappresenta. Al momento del suo arrivo a Perugia, Faroni ha trovato una situazione di profonda rottura tra gran parte della tifoseria. Riallacciare i legami, nel rispetto dei ruoli e delle norme che regolamentano i rapporti, è stata una delle priorità della gestione argentina. E questo è avvenuto anche grazie al coinvolgimento di figure che hanno fatto la storia del Grifo, aspetto che ha garantito la volontà della proprietà di rispettare il Perugia, i suoi tifosi, la città, un anelito culminato nella memorabile festa del 9 giugno 2025 in uno stadio Curi colmo di più di 7000 appassionati, con personaggi straordinari e storici nella memoria collettiva come Serse Cosmi e Giovanni Galeone, che ebbe così modo di dare un ultimo saluto alla tifoseria che tanto lo ha amato.

Quella giornata resta una vera e propria medaglia nella gestione Faroni. Perché una società di calcio non vive soltanto di classifica i bilanci, ma anche di appartenenza, ricordi, di persone che tornano a sentirsi a casa. E in quell’occasione, per una volta, il Perugia ha somigliato a ciò che i suoi tifosi desideravano che fosse.

Museo, iniziative sociali e comunicazione

E’ stato dato valore giuridico al Museo del Perugia, con la creazione dell’Associazione e la valorizzazione dei suoi spazi, divenuti il “luogo pubblico” delle iniziative del club. Ma è stato anche creato un canale di contatto, che dalla prima riunione è stato poi mantenuto costantemente, con il Centro Coordinamento Perugia Clubs, con la reintroduzione della cena del Natale Biancorosso, momento di condivisione, appartenenza e orgoglio. È stata creata un’area sociale dedicata, dalla quale sono state promosse collaborazioni con diverse associazioni del territorio. Tra le azioni più rilevanti l’incremento degli abbonamenti destinati a persone con disabilità, la formazione di una squadra di giovani con disabilità che compete ufficialmente nella Quarta Categoria (DCP della Figc), una pietra miliare che riflette l’impegno reale del club per l’inclusione, nonchè le iniziative dedicate ai bambini per avvicinarli al “mondo” Perugia Calcio.

borras e il Perugia con disabilità

Gli anni della gestione Faroni sono stati caratterizzati da trasparenza e disponibilità nella comunicazione, attraverso rapporti corretti con le testate giornalistiche nazionali e internazionali e locali. Per agevolare il lavoro di queste ultime, nel rispetto dei reciproci ruoli, è stato siglato il protocollo con il Gruppo Umbro dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana). L’area stampa e comunicazione è stata implementata con l’arrivo di ulteriori professionalità (un giornalista professionista responsabile dell’Ufficio stampa e una figura con lunga e qualificata esperienza nella gestione dei social e del marketing comunicativo sportivo).

Tutti i canali social già esistenti sono stati implementati e aggiornati con continui contenuti, cosa che ha consentito di passare da un milione a 24 milioni di visualizzazioni complessive. E sono stati creati canali internazionali, come YouTube giapponese. Tutto questo ha rafforzato l’immagine del club e del suo brand, offrendo l’opportunità di aumentare i contatti anche con i tifosi del Grifo all’estero e di attrarne di nuovi. Un valore per la comunità biancorossa, anche economico.

Il rafforzamento del brand del club ha consentito al settore marketing di ampliare il numero delle aziende che sostengono il Perugia Calcio: da circa 60 iniziali, sono attualmente 120 le imprese che hanno scelto di associare il proprio nome a quello del Perugia Calcio. E questo grazie anche all’accresciuta visibilità del Perugia sui canali social ufficiali del cub. Nei soli mesi di luglio e agosto 2026 le visualizzazioni sui canali ufficiali del club hanno superato la soglia dei 12 milioni, di cui oltre 4,5 milioni in Instagram e più di 2 milioni in Facebook.

I followers sono in crescita in tutti i canali: oltre 76mila in Instagram, superati i 64mila in Facebook, in TikTok si avviano a raggiungere i 6mila, con una crescita in un solo mese del 10 per cento, segno dell’interesse soprattutto dei più giovani. Superati i 26mila followers in X e i 5mila in Linkedin, canale di collegamento con la rete delle imprese e dei professionisti. Sono stati oltre 12mila i nuovi utenti del sito ufficiale, mentre più di 15mila tifosi si tengono ogni giorno informati attraverso i comunicati ufficiali e i contenuti video, audio e fotografici inseriti nel canale Whatsapp. Il Perugia è inoltre sempre più popolare nel mondo, con le visualizzazioni in costante crescita per i contenuti di YouTube Globe e di X Japan, a conferma della grande passione per il Grifo nel Sol Levante.

Il fiore all’occhiello del Settore Giovanile

Il settore giovanile è stato, senza dubbio, il fiore all’occhiello di questa gestione. I risultati sportivi parlano da soli: partecipazione delle categorie U15, U16 e U17 ai play-off in entrambe le stagioni, semifinali di Primavera nella seconda stagione, campionato Nazionale U17 conquistato nell’ultima stagione. Ma al di là dei titoli e delle classifiche, veramente significativa è stata la formazione di giocatori che hanno già generato ricavi importanti per il club, con un potenziale di ritorno economico ancora maggiore nel prossimo futuro. E questo, sul modello dei migliori club italiani ed esteri, che hanno creato proprio sul Settore giovanile la propria sostenibilità sportiva ed economica.

A garanzia della qualità sia dell’Area Scouting, sia della preparazione dei giovani atleti selezionati, durante la gestione Faroni diversi giocatori formati nel Settore giovanile hanno avuto l’opportunità di trasferirsi in importanti club professionistici giovani promesse come i classe 2012 Francesco Bussolini (all’Atalanta), Carlo Alberto Di Meco all’Inter, Diego Palladino all’Empoli, Christian Meyou all’Atalanta; i 2011 Pietro Bacchi e Andrea Morresi (alla Lazio); il 2010 Pietro Marinelli al Torino; il 2008 Giulio Brunori al Parma, il 2006 Adrian Lickunas alla Cremonese, il 2007 Pietro Rondolini al Bologna in prestito; il 2005 Giovanni Giunti e il 2004 Alessandro Seghetti al Padova.

Operazioni che hanno consentito di incassare oltre un milione di euro, offrendo opportunità professionali ai giovani cresciuti a Perugia. A ciò si aggiunge il numero significativo di giocatori che hanno fatto il salto in prima squadra, dimostrando la capacità del Settore giovanile di formare calciatori pronti a competere al massimo livello, come i 2008 Christian Dottori, Michelangelo Perugini, Elio Agnissan e i 2007 Pietro Rondolini e Claudio Giardino. Questi casi sono il riflesso di una filosofia di lavoro incentrata sullo sviluppo del talento, che non solo rafforza il club dal punto di vista sportivo, ma genera anche valore economico e contribuisce a trasformare il Settore giovanile in un vero modello di gestione sostenibile. La squadra Primavera, che lo scorso anno ha sfiorato la finale promozione e che attualmente è al primo posto in classifica, rappresenta ormai una certezza di qualità. Inoltre, i contratti firmati che hanno capitalizzato il club: oggi Dottori, Perugini, Rondolini e Agnissan hanno un contratto fino al 2029.

Borras plenipotenziario e una transizione paziente

Da sottolineare anche la responsabilità, non scontata, con la quale sono stati gestiti questi mesi di transizione fino al passaggio di proprietà. Da quando Faroni ha annunciato la volontà di disimpegnarsi, le professionalità che per suo conto hanno gestito questa operazione, in primis il direttore generale Hernan Garcia Borras, hanno mostrato grande pazienza nell’attendere che gli acquirenti maturassero le migliori condizioni societarie, organizzative e finanziaria per ultimare il passaggio di proprietà. Continuando nel frattempo a tenere a galla il club da ogni punto di vista e in ogni ambito, a garantire la gestione sportiva a ogni livello e tutte le altre attività del club, onorando ogni scadenza e gli impegni verso la squadra, i dipendenti e i collaboratori.

Il Perugia, nonostante alcuni comprensibili malumori da parte dei tifosi, ha sempre potuto proseguire regolarmente tutte le sue attività potendo comunque contare sulla continuità garantita dal presidente Faroni, nonostante avesse manifestato la volontà di cedere il club ad un gruppo ritenuto in grado di garantire un futuro sportivo e societario all’altezza della storia e delle aspirazioni. La gestione di Javier Faroni ha lasciato un Perugia più ordinato, professionale, moderno, ma allo stesso tempo più legato alla propria storia, più impegnato con la propria comunità e, soprattutto, con un Settore giovanile stimato e “invidiato” da tutta la categoria. Un’eredità che trascende i risultati ottenuti dalla prima squadra, ma che getta le basi di un club pronto a crescere anche dal punto di vista sportivo.

L’ultima apparizione del proprietario argentino a Perugia risale al dicembre 2025, a precedere la notizia dei guai fisici, i problemi oltreoceano e le circostanze che lo porteranno poi a mollare il Perugia e arrivare alla cessione. Ora il testimone passa ad Arenacuri che può partire da basi solide si spera per crescere anche nei risultati sportivi e tornare a far sognare la tifoseria.

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