Piovono conferme su tutta la linea sugli eventi degli ultimi giorni rispetto alle trattative per la cessione del Perugia, che aspetta la prossima settimana la prima offerta esclusiva e vincolante per la cessione del 100% delle quote ma vive una situazione in cui gli interessi sembrano più d’uno. Oltre al fondo interessato e portato avanti da un gruppo di mediatori perugini che tratta ormai da qualche tempo con gli specialisti del club di Pian di Massiano, che porrebbe un uomo di Calcio vecchia conoscenza perugina al centro del progetto e che sarebbe pronto a mettere sul piatto circa 7 milioni di euro (4 più bonus, più i debiti), ci sarebbero anche altri soggetti interessati e nella fattispecie anche altri fondi interessati. La conferma arriva direttamente dalla viva voce di Hernan Garcia Borras, direttore generale del club biancorosso impegnato in prima persona in questi giorni sia nelle trattative che nella costruzione della prossima stagione di cui farà parte in ogni caso.
“Mi preme soprattutto di cambiare questa negatività che gira intorno al Perugia – confida -, non certo da parte dei tifosi che ci stanno dimostrando con gli abbonamenti di esserci vicini. Ne basteranno altri 500 e avremmo raggiunto la quota dell’anno passato a circa due mesi dall’inizio del prossimo campionato. Mi riferisco al clima generale che gira intorno al Perugia, alla negatività che non ha ragione di esistere perchè il Perugia andrà avanti in ogni caso. Una negatività che rischia di far scappare alcuni degli almeno 15 imprenditori con cui ho parlato negli ultimi tempi che si sono dimostrati interessati all’acquisto della società. Beh, spero che la prossima settimana arrivi un’offerta. Ammetto che nelle ultime ore abbiamo rifiutato una prima offerta che era però insufficiente. Credo che la prossima settimana ne arriveranno minimo altre due”.
Una conferma sulla trattativa andata male nelle ultime ore con un immobiliarista di fuori regione la cui offerta non è stata ritenuta congrua. Borras parla di minimo due offerte in arrivo perché i movimenti intorno alla società ci sarebbero e l’interesse è rifiorito. “Credo che la settimana prossima arriveranno minimo due offerte per la proprietà del Club”, spiega il Dg. Minimo due? “La settimana è lunga… una sarà per la maggioranza e l’altra per il 100% delle quote. Si tratta di trattative che vanno avanti ormai da tempo e che sono arrivate ormai al limite della formalizzazione, anche se l’impressione è che c’è chi è realmente interessato al club e altri che magari possono essere interessati a relazionarsi con i giornalisti e a far parlare della propria situazione…”.
Messaggio chiaro. Ma cosa succederà se le trattative dovessero saltare? “Semplice, se il 30 giugno non avremo ancora chiuso niente allora parlerò con Faroni per andare avanti in autonomia e dopo che avremo un budget mi rivolgerò a Riccardo Gaucci per offrirgli la parte tecnica e di lavorare nel progetto che abbiamo già intavolato”. Borras è anche molto chiaro nello spiegare come siano esclusivamente fondi di investimento ad essere interessati alla proprietà del Perugia mentre i personaggi locali coinvolti nelle trattative sono esclusivamente mediatori: “Nessuna offerta sinora ci è arrivata da chi è destinato a pagare, i personaggi locali interessati sono tutti tecnici e mediatori, vale per tutte le trattative che abbiamo intavolato. Quanto alle tempistiche, l’opportunità di comprare il Perugia è ora, in ogni caso anche se dovessimo cominciare la stagione dopo il 1 luglio, che resta il termine ultimo che abbiamo stabilito, la porta resterà aperta”.
Si è parlato anche della conferma del Dg da parte dei possibili nuovi proprietari. “Quanto alla mia conferma di cui si è tanto parlato, beh, posso dire che tutti quelli con cui ho finora colloquiato vogliono che io rimanga. Oggi stesso per dire ho parlato con una persona e gli ho spiegato che confermarmi non è un obbligo. Pongo tre importanti condizioni: la prima è che se non mi piacerà la situazione andrò via, la seconda è che non resterò senza l’autorizzazione di Faroni, la terza è che non voglio che succeda quanto è accaduto a noi due anni fa, ovvero di trovarci in situazioni spiacevoli con persone confermate in maniera precoce”. In realtà, Borras dovrebbe restare proprio per guidare il Perugia Calcio nella transizione del club, poi si vedrà: “Andremo avanti solo se io piacerò a loro e se loro piaceranno a me”.
Borras ha trovato il tempo e il modo anche di dare uno sguardo alla situazione degli sponsor: “Abbiamo fatto accordi con la bellezza di 55 aziende, tenendo presente che la media della categoria è al massimo di 20. Abbiamo raccolto una cifra superiore ai 2 milioni di euro e abbiamo dovuto interromperci a causa delle trattative per la cessione della società, in ogni caso la cifra è già più importante dell’anno scorso. Se faremo un buon mercato, sono sicuro che potremo migliorarla ancora questa raccolta…”. Se ne parlerà dopo il 1 luglio, perché le possibilità di una cessione della società ora dopo ora diventano sempre più consistenti.
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