Non sarà closing, ma poco ci manca. Proprio così, perché il Perugia nella giornata di venerdì vivrà un momento campale, il primo passo vero e proprio verso il passaggio di proprietà da Javier Faroni alla nuova compagine in fase di composizione in queste ore sotto il nome di Arena Curi. Attenzione però, perché il primo passo comporterà obbligatoriamente il secondo, quello definitivo che in virtù di quest’obbligo diventerà un mero passaggio formale.
Fuori dai denti: nel contratto di acquisizione del 10% della società biancorossa ci sarà un obbligo contestuale per i compratori di acquisizione del 100% delle quote, con pagamento in unica soluzione, entro il 15 ottobre. Come dire che il vero passo decisivo sarà proprio venerdì nello studio del notaio Carbonari. Una data non casuale quella del 15 ottobre, considerando che il 16 bisognerà ottemperare alla scadenza bimestrale relativa al pagamento degli stipendi e dei contributi dei tesserati. A questo proposito è ben specificare che in questa occasione si tratterà di una sola mensilità (quella di agosto) e non di due, considerando che il Perugia ha già provveduto a suo tempo a saldare il mese di luglio.
Altro che closing per gradi, insomma, a meno di ulteriori sviluppi al momento imprevedibili ci saranno due soli passaggi. Una risoluzione che è stata presa nella giornata di giovedì, in corrispondenza della nuova scadenza della proroga del contratto preliminare firmato il 3 agosto tra il Perugia e la società Arena Curi del presidente Francesco Maria Lana. Nell’occasione Faroni non avrebbe accettato un’ulteriore di dilazione dei tempi e tanto sarebbe bastato per dare un impulso determinante alla vicenda. Intanto nel pomeriggio di sabato dovrebbe essere la holding di proprietà dell’imprenditore perugino Mauro Ricci a procedere all’acquisto del 10 per 100 delle quote, sborsando una cifra che dovrebbe aggirarsi tra i 250 e i 300.000 euro (il prezzo finale della società sarebbe superiore ai 2 milioni di euro più i debiti). Una prima immissione di capitali che rappresenterebbe una sorta di caparra non restituibile in vista del saldo.
Entro la metà di ottobre, ma con maggiore probabilità entro venerdì 10, anche il 90% restante delle quote del Perugia passerà di mano e a scendere in campo dovrebbe essere finalmente il fondo di investimento americano, che sarebbe interessato a progetto sportivo ed infrastrutture (stadio, foresteria), ed i cui rappresentanti non si sono ancora palesati. Lo farebbe probabilmente attraverso il Private banking Gianfranco Licomati, non è dato ancora sapere se il passaggio in questione sarà realizzato entrando direttamente all’interno di Arena Curi oppure costituendo una nuova società. In questo caso Arena Curi, titolare del contratto preliminare, dovrebbe prima cedere il diritto di prelazione.
Il perché di questi passaggi sarebbe riconducibile alla necessità di fornire alla Figc una serie di garanzie di sostenibilità finanziaria, in parte attraverso fideiussioni e in parte documentali, richieste a chiunque acquisisca il 51% o più di una società calcistica professionista, allo scopo di dimostrare la necessaria solvibilità per garantire l’intero campionato a garanzia della tenuta del club.
Ci siamo dunque, dopo un paio di mesi abbondanti sta per concludersi la lunga fase di transizione vissuta all’interno del club e che ha comportato inevitabilmente non pochi disagi e problemi. L’ultimo dei quali riguarda il tesseramento del difensore olandese Sam, che sarà tra i convocati per Gubbio visto che il contratto è stato depositato regolarmente in Lega dopo l’arrivo del transfer dai Paesi Bassi. Ebbene, il Perugia lo ufficializzerà soltanto dopo la firma di venerdì per l’acquisizione del 10% con obbligo contestuale per il restante 90% del club. Il motivo? Dovesse saltare l’operazione relativa alla società, il contratto di Sam non dovrà andare a gravare sull’attuale proprietario.



Ci sono delle tessere del puzzle che non combaciano ancora.
Si mancano i dineri….
Brividi
Pija la cuperta si è i brividi
Quindi il discorso di un primo ingresso al 10%, seppur simbolico, non era una notizia a cui credevano solo i caproni, nonostante i soliti simpaticoni stamattina ironizzassero
Non vedo motivi per essere pessimisti e/o preoccupati. Solo un colpo di testa da parte di una delle due parti domani dal notaio farebbe saltare il tutto.