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Perugia, Santopadre: “Coronavirus fa paura, stop agli allenamenti”

Il numero uno del Grifo ha parlato della situazione che sta vivendo la sua squadra e il mondo del calcio in genere per l’emergenza sanitaria in atto: “Ci vuole senso civico, almeno fino a domenica fermiamo tutto”

“E’ assolutamente giusto lo stop del campionato, era doveroso fermarsi. Noi come Lega B ci siamo sempre attenuti alle decisioni governative”. Questo il pensiero del presidente del Perugia, Massimiliano Santopadre, nel pieno dell’emergenza Coronavirus che ha fermato lo sport e tutta Italia.

I calciatori biancorossi si stanno sottoponendo ai controlli del caso mentre in Serie A è emersa la prima positività di un giocatore al Covid-19. “E’ un momento difficile – ha detto Santopadre a Gianlucadimarzio.com -, di grande paura. Ma non dobbiamo far altro che attenerci a quello che ci dicono gli esperti, ne vale della salute di tutti. Io in questo momento sono chiuso in casa, tutti i ragazzi del Perugia Calcio sono chiusi in casa e siamo tutti in contatti con loro, li chiamo anche io personalmente. Ora c’è bisogno di senso civico e di responsabilità, la salute viene prima di tutto”.

Santopadre prova a guardare anche avanti. “Purtroppo fra qualche mese emergeranno in tutta la loro gravità anche gli effetti economici di questa pandemia. Servirà un aiuto concreto del governo e qui prima ancora che da presidente parlo da imprenditore. Il problema vero in tal senso è il capitale merce che abbiamo investito finora, oggi giacente nei magazzini. Sarà difficile se non impossibile andare a venderlo fra qualche mese, soprattutto in settori – quali l’abbigliamento – soggetti a repentini cambi di moda e di gusto. Però oggi è giusto che tutto sia chiuso ed anche il calcio deve adeguarsi a questo. Prima chiudiamo, prima ripartiremo”.

“Proporrò in Lega B di stoppare gli allenamenti fino a domenica perché ora è necessario soltanto stare a casa, poi lunedì si vedrà. Se poi dovremo ripartire, ripartiremo con tutte le precauzioni del caso, come tutte le persone che malgrado la situazione hanno l’obbligo di recarsi al lavoro. Il calcio per l’esposizione mediatica che ha deve essere da esempio – ha concluso il presidente del Perugia – e quando sarà il caso di tornare a giocare ci dovremo far trovare pronti. Più che un fischio d’inizio, sarà un fischio di normalità alla quale tutti noi speriamo di tornare il prima possibile”.

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