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Coronavirus, Tardelli: “I calciatori e le categorie privilegiate possono aiutare il Paese”

I giocatori di calcio, grazie alle loro performance, molto spesso vengono paragonati ad alcune tele di pittori famosi. Proprio grazie al suo talento l’ex campione del mondo rientra di diritto nella categoria

Il suo gol nella finale del Mondiale ’82, seguito dalla corsa a perdifiato e quel grido di gioia al cielo, è stato paragonato da molti a “L’Urlo” di Munch: due forme d’arte così diverse tra loro, ma capaci di suscitare profonde emozioni. Marco Tardelli, in questi giorni difficili per il nostro Paese, è intervenuto ai microfoni di SololaLazio.it

Come sta vivendo questo periodo?

“Come la gran parte degli italiani: a casa, leggendo molto, chiamando qualche amico. La classica routine di una persona in quarantena”.

Nessuno poteva aspettarsi una pandemia a livello globale…

Nessuno poteva aspettarselo, però il Governo italiano ha risposto subito presente facendo, a mio avviso, anche un buonissimo lavoro, a differenza di altre nazioni. Molti stati, da qualche settimana, ci stanno prendendo da esempio, soprattutto in campo sanitario”.

Secondo lei, visto il volere di molti club, il campionato di Serie A finirà così?

Non sono un virologo e non faccio parte del Governo, perciò non saprei dire. Dobbiamo stare al loro volere. Il calcio e lo sport in questo momento vengono dopo l’emergenza che stiamo vivendo. La Lega di Serie A tra un po’ di tempo e con lucidità potrà prendere una decisione sul campionato in corso”.

Il mondo del calcio deve dare un contributo in questo momento…

Molte squadre e molti calciatori già si sono messi a disposizione. Adesso la cosa che conta maggiormente è dare una mano alla sanità ed a tutte le categorie che hanno bisogno, come gli operai e i pensionati. Tutti noi dobbiamo fare qualcosa d’importante: mi auguro che i calciatori si possano autotassare, tramite decurtamento dello stipendio, in modo da dare una mano sostanziale alla nostra Italia. Ovviamente non solo loro dovrebbero fare un gesto simile, anche le banche, i grandi manager e le multinazionali dovrebbero dare un contributo in questo momento così difficile”.

Juventus e Inter potevano, in questo momento, risparmiarsi di dare il “rompete le righe” a quasi tutti i tesserati?

Bisognerebbe capire i motivi e poi giudicare se queste partenze siano legittimate o meno. Nel caso di Higuain, con la mamma malata di cancro, credo che sia giusto poter dare la possibilità al ragazzo di passare del tempo con la sua famiglia. Dico sempre che bisognerebbe stare tutti insieme, calciatori compresi, sia quando le cose vanno bene sia quando le cose non vanno bene. Però non so quali accordi ci siano tra le società e i tesserati”.

Magari qualcuno ha già deciso che il campionato non riprenderà…

Forse la questione è proprio questa. Alcuni club pensano che la stagione non verrà più ripresa e accordano determinati permessi ai propri tesserati. In questo momento nessuno può sapere cosa potrà accadere da oggi a due settimane. Mi piacerebbe che il campionato finisse in questo modo, senza playoff e playout; per lo meno la mia idea di calcio mi fa rispondere così, ma ripeto nessuno può sapere cosa succederà”.

In un momento in cui bisognerebbe restare uniti, alcuni club hanno alimentato polemiche…

Forse qualche polemica sarebbe stato meglio evitarla in un momento delicato come questo”.

Enrico De Lellis

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