Grifo, la prova di testa di Minesso: “Il campionato dipende da noi”

L’attaccante autore di cinque gol nelle ultime tre partite ha così analizzato la corsa al vertice: “Il Padova è la più temibile per struttura. Modena e Cesena giocano meglio”

Mattia Minesso usa la testa, in campo e fuori. Sono cinque le incornate decisive in tre partite. Ma anche ai microfoni di Tef Channel, all’interno della trasmissione Grifo Stadium cui è stato ospite lunedì, ha mostrato di essere un ragazzo con la testa a posto: autocritico, oggettivo e umile. L’attaccante che con l’ultimo trittico di partite si sta prendendo il Grifo ed è sulla bocca della maggior parte dei tifosi biancorossi, ha dato diversi spunti interessanti.

Il modulo e il ruolo

Il diktat che Caserta ripete ad ogni conferenza, è stato ben assimilato dai grifoni. Così anche Mattia Minesso commenta relativamente al modulo: “Quello che conta è l’atteggiamento con cui si scende in campo”. Sul ruolo che lui preferisce risponde così: “Con Caserta mi trovo bene perché lascia libertà di movimento al tridente e dà direttive precise solo in fase di non possesso”.

La vittoria con la FeralpiSalò

Il quinto gol in tre partite, quello che ha dato via alla rimonta biancorossa per Minesso è il più bello: “Ci ha permesso di riprendere la partita. Non stavamo facendo male, ma peccavamo di precisione negli ultimi metri. Abbiamo vinto meritatamente”. L’attaccante ha difeso Fulignati per l’errore di domenica: “Sappiamo quanto è forte Fuli, quanta sicurezza ci dà e l’importanza anche nel giro palla che vuole il tecnico”.

Il girone d’andata

Minesso si è preso il Grifo un passo alla volta, dopo una partenza al rilento anche a causa di un infortunio: “Sono stato fuori un mese e mezzo, ma mi sono sempre allenato in attesa che Caserta mi desse la chance. Poi sono stato bravo e fortunato”. Minesso non si esalta dopo le ultime vittorie, ma guarda con fermezza al futuro: “Stiamo affrontando le sfide con il giusto spirito, ma il cammino è ancora lungo”.

La vita da grifone e perugino

Per Minesso scendere di categoria non è stato un problema quando ha chiamato il Perugia. “Avevo deciso di giocare in C solo in una squadra con il blasone importante e che ambiva a vincere il campionato – racconta l’attaccante – Avevo voglia di rimettermi in discussione. Sapevo che arrivando l’ultimo giorno di mercato, quando una squadra è praticamente già costruita, avrei potuto giocare poco“. Per via delle restrizioni legate al Covid, l’ex Pisa ha potuto poco girare per Perugia: “Un paio di volte sono andato in centro e ad ottobre anche nei paesini qua vicino. Vorrei vivermi la città e vorrei che la Curva possa aiutarci prima della fine del campionato nelle partite in casa”.

La corsa al vertice

Per Minesso l’avversario numero uno si chiama ancora Padova, ma l’equilibrio in vetta al girone B non permette di sottovalutare le altre squadre: “Il Padova è la squadra più pericolosa per struttura, ma credo che Modena e Cesena giochino meglio. Il SudTirol ha una società importante e farà innesti ma non per ammazzare il campionato. Al Cesena non davo tutto questo credito, invece ci hanno battuto in casa e sono là”. Per Minesso però le sorti del campionato dipendono in primis dal Perugia: “Non si può dire al 100% perché ora non siamo primi, ma dato che il cammino è ancora lungo credo sia così. Dovremo essere bravi a lavorare con oggettività. Quando si perde non è tutto sbagliato e quando si vince non è tutto giusto. Un aspetto, per esempio, su cui dobbiamo crescere sono le seconde palle”.

 

 

 

Redazione

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1 Commento
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Daniele Vinciarelli
5 anni fa

Minesso. Facce la grazia. Portace in serie B!!!

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