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Riammissione Grifo, è il giorno: ecco perchè un “sì” subito è determinante

Si conoscerà in giornata il parere di Covisoc e Commissione Infrastrutture sulle domande di iscrizione di Lecco e Reggina che hanno sforato i termini perentori. Perugia e Brescia in attesa della riammissione

E’ arrivato il giorno dei pareri della Covisoc, commissione di vigilanza sulle società professionistiche, e della Commissione criteri infrastrutturali e sportivi organizzativi che saranno vincolanti per l’ammissione in Serie B di Reggina e Lecco. Da questi pareri, che il Consiglio federale accoglierà il 7 luglio in sede di stesura degli organici dei campionati professionistici, si conoscerà anche un primo indirizzo sulle domande di riammissione di Brescia e Perugia, nell’ordine prima e seconda aventi diritto.

Come ormai più che noto, sia Reggina che Lecco hanno sforato il termine perentorio del 20 giugno sulla domanda di iscrizione al campionato, i calabresi lo hanno fatto non effettuando il pagamento da 757.000 euro all’Agenzia delle Entrate per stralciare il debito da 15 milioni di euro ridotto del 95% dopo l’omologa del piano di risanamento accordato dal Tribunale fallimentare di Reggio Calabria. Soldi da corrispondere allo Stato entro il 12 luglio, ma il regolamento federale prevedeva il riconoscimento della cifra prima del termine per presentare la documentazione relativa all’iscrizione.

Il Lecco guarda invece in primis al parere della Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi-Organizzativi. Nelle mani dei sette membri vi è anche il parere della Commissione impianti presieduta dall’ex arbitro Carlo Longhi, assente nella visita martedì 20 al Rigamonti-Ceppi” che potrebbe scalare al grado d’informale. Ma anche qui, al di là di visite valide o meno, di pec inviate o meno, la documentazione inviata sullo stadio sostitutivo (l’Euganeo) mancava della firma del Prefetto di Padova. E i termini, vale ricordarlo, sono perentori. Ammettere il Lecco o la Reggina sull’onda dell’emotività o, peggio, della volontà politica, tanto per essere chiari significherebbe anche e soprattutto creare clamorosi precedenti che altri club in futuro si sentiranno autorizzati a cavalcare, moltiplicando i già troppi casi estivi che rischiano di paralizzare le partenze dei campionati. Ma siamo in Italia ed è sempre lecito attendersi di tutto, anche che le regole non vengano rispettate tramite mille artifici.

Per il Perugia, costretto all’assoluta immobilità, essere riammesso in Serie B il 7 luglio significherebbe sbloccare finalmente la situazione e iniziare a programmare il campionato. In caso contrario invece i tempi si allungherebbero con il rischio notevole di non fare in tempo. Dopo l’eventuale verdetto del Collegio di Garanzia dello Sport sul merito sportivo, atteso a metà luglio, ci si potrà appellare alla giustizia amministrativa: il 2 agosto ci dovrebbe essere il pronunciamento del Tar del Lazio, il 29 agosto – a campionato già iniziato – dovrebbe arrivare quello del Consiglio di Stato. Se venerdì dovesse essere ammessa in B anche una sola tra Lecco e Reggina, il Perugia e le ricorrenti inizieranno l’iter dei ricorsi e conosceranno il proprio campionato di appartenenza solo tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Ovvero in clamoroso ritardo rispetto a tutti gli altri club.

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