Dai quotidiani locali: l’identikit dei proprietari della holding di trading petrolifero da molte centinaia di milioni di dollari di fatturato che sta comprando il Perugia
Il patto di riservatezza sull’identità dei compratori resta in auge, ferreo e insuperabile. Tale sarà fino al closing, previsto per il 13, quando usciranno allo scoperto. Ma direttamente dall’estero, da una sede della compagnia di trading petrolifero che attraverso una società di diritto italiano sta per inglobare il Perugia, trapelano informazioni di primissima mano sulle attività, sulla solidità e sui progetti, sportivi e non, dei nuovi proprietari. Lo riporta Il Messaggero edizione Umbria.
Secondo cui il Perugia verrà acquisito da una holding petrolifera italiana controllata da una holding madre, una società di trading del petrolio già raffinato che compie operazioni assieme alle più importanti compagnie petrolifere in un mercato fortemente regolamentato, un gruppo che si occupa di energia e di petrolio e che ha a Londra la sede centrale. Una compagnia che nel 2022 avrebbe fatturato molte centinaia di milioni di dollari.
Un personaggio del rilievo di Luca Benigni, titolare di un prestigioso studio di assistenza fiscale e consulenza alle imprese che lavora esclusivamente con aziende dai fatturati a 9 zeri (Bulgari, Annabella Holding, Chiara Ferragni), è stato il biglietto da visita dei due nuovi proprietari. Dei quali uno è lucano, ha 60 anni, è un uomo schivo di natura (da qui, la riservatezza), lavora all’estero da 40 anni, dopo avere lasciato l’Italia nel 1982 ha vissuto in 14 stati diversi. La sua socia è pugliese e di lei per ora è trapelato poco.
Contatti dei due con il calcio? Pochi, quasi zero. Avrebbe parenti stretti a Perugia e conoscerebbe bene il territorio (pare sia appassionato di Jazz e frequentatore del Festival), avrebbe studiato a fondo il Curi e la storia del Perugia e di Renato Curi. Al Perugia si sarebbero approcciati grazie a Benigni, interpellato proprio da Santopadre in cerca di compratori, e si sarebbero convinti di prendere il Perugia dopo avere sondato Ternana, Cosenza, Ascoli e Reggina.



avrebbero scartato società di B per prendere una che si trova in lega Pro….. saranno tifosi del Perugia dalla nascita e si faranno un tatuaggio
Sara mica il ritorno di Damaschi 2.0
Ma tanto prima doveva essere cambiata la societa’ perché Santo padre non andava bene adesso che è cambiata la società non va bene lo stesso è cosi
Ancora continui ma nse stracco adesso sare’ tranquillo quindi parla solo de calcio comunque GRAZIE SANTOPADRE
Nicola Cecchini
Come non detto ,ti ha spiegato Flavio,non hai capito nulla non fa niente………
Faccelo sape’ tu quanto è la cifra a me interessa il PERUGIA e non certo il bilancio
Prima impara a scrivere
Massimo rispetto e pazienza per chi ha ritenuto ora di investire nel Perugia e sospensione di qualsiasi giudizio prima di conoscere la nuova proprietà. Evitare polemiche con quella precedente, di cui è giusto ricordare le tante pagine belle che ha scritto ma anche le ultime non esaltanti vicende.
Ieri c’era gia’ chi rimpiangeva santopadre,senza sapere neanche di chi si tratta…. Che gentaglia senza memoria
Come sopra !!!!!!!!………..eccone un altro………
Ma xche’ non fate un fans club dello ‘stracciaro’ e lo seguite a la capitale?
Andate a tifare il Trastevere calcio,gentaglia in malafede,stipendiata x non dire altro
I petrolieri ce li ha portati Santopadre o tu?
Ai posteri l’ardua sentenza!!!
Siamo passati da Simonetti, alla holding petrolifera internazionale 😟